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Quattro passi tra le passioni e le ossessioni di McCarthy
Nella casa dello scrittore un ricco guardaroba, auto da corsa e libri, naturalmente. Quasi 20 mila, letti all'85 per cento e dedicati agli argomenti più vari, dalla fisica alla psichiatria alla filosofia
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16 OCT 25

foto WikiCommons
Amava le macchine da corsa, le armi da fuoco, le giacche di tweed che possedeva a centinaia, con un numero adeguato di camicie e una notevole quantità di completi eleganti mai indossati. Si direbbe il guardaroba di un dandy e in effetti lo è: apparteneva al solitario e taciturno, per chi non era cosi fortunato da essergli amico, Cormac McCarthy. L’uomo che, parole sue – era stato “così povero da doversi lavare i denti con i campioncini del dentifricio” – aveva in casa un ricco guardaroba. Nel parco macchine spiccavano una Ford GT40 e una Buick Riviera.
Qualche auto da corsa era già stata venduta dal fratello minore Dennis, che accompagna il cronista dello Smithsonian Magazine nella casa a Santa Fe, dove lo scrittore aveva vissuto con la terza moglie e il figlio. Due o tre volontari, studenti o cultori della materia, stanno catalogando libri e altro materiale. Dopo la miseria patita fino a 60 anni, quando il romanzo “Cavalli selvaggi” fu scelto da Billy Bob Thornton per farne un film – titolo italiano “Passione ribelle”, con Penelope Cruz e Matt Damon – Cormac McCarthy aveva i soldi per comprarsi quel che gli piaceva. Quindi macchine sportive, vestiti, armi, padelle e altri utensili da cucina in quantità, ciotole di vetro portafrutta come se non ne fabbricassero più.
E libri, naturalmente. Quasi 20 mila, letti all’85 per cento e dedicati ai più vari argomenti, come si usa dire quando tra i titoli compare un manuale sulla “talpa senza pelo”, mammifero particolarmente longevo che gli scienziati studiano per scoprire i segreti dell’invecchiamento. C’erano 190 titoli sulla Fisica quantistica, debitamente annotati perché Cormac McCarthy era uno serio. Libri sulla schizofrenia e volumi illustrati sull’architetto Frank Lloyd Wright (si devono allo scrittore le modifiche alla vecchia casa risalente alla fine dell’800, come certe vetrate multicolore). 75 titoli riguardavano Wittgenstein e la sua filosofia. Un altro scaffale ospitava i manuali di meccanica: basi teoriche per truccare le auto sportive.
Aveva una memoria prodigiosa, concordano il fratello Dennis e il figlio ormai grande John – per lui quando era piccolo il genitore aveva scritto “La strada”: un uomo tiene per mano un bambino e spinge un carrello del supermercato con poche cose, appena una cerata per ripararsi. Sono sopravvissuti a un disastro nucleare, non hanno quasi nulla e devono comunque difenderlo dai predoni. Anche “The Road” è diventato un film, diretto da John Hillcoat con Viggo Mortensen. Il romanzo gli procurò l’invito da Oprah Winfrey, con grande scandalo e invidia dei colleghi che mai erano stati invitati.
L’ottima memoria consentiva a Cormac McCarthy di ripetere il testo di una canzone ascoltata una sola volta. Di macinare i taccuini di Charles Darwin assieme a un poderoso testo sulla civiltà meso-americana. Aveva interrotto l’università due volte, la seconda per non riprenderla più. Tra i due tentativi, arruolato nell’esercito, faceva il dj alla base americana di Anchorage. Il suo romanzo “Meridiano di sangue” nel 1985 aveva venduto 1.883 copie – lui dice che gli erano serviti 300 libri per documentarsi, uno raccontava la lotta delle autorità contro i cacciatori di scalpi.
Le fotografie mostrano scaffali zeppi di libri, nel resto della stanza ordinati scatoloni e altri erano già collocati in un fondo all’Università del Texas. La vecchia Olivetti – in casa non aveva computer né wifi, i catalogatori hanno portato il loro – è rimasta all’attore Josh Brolin: si erano conosciuti durante le riprese di “Non è un paese per vecchi” diretto dai fratelli Coen, era al letto di morte dello scrittore. Gentiluomo del sud, aveva sempre con sé un libro e un’arma.