La luna di miele di Mrs. Smith di Shirley Jackson

 

Shirley Jackson
La luna di miele di Mrs. Smith
Adelphi, traduzione di Simona Vinci, 279 pp, 19 euro

 

Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà”, ha scritto Shirley Jackson in una delle sue notti casalinghe, che hanno fornito ai figli  una certa quantità di libri da pubblicare anche postumi e il ricordo del costante rumore di sottofondo della macchina da scrivere, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Novecento. Shirley Jackson scriveva, cucinava, beveva, scarrozzava bambini, infornava dolci e intanto immaginava case infestate dai fantasmi e  conversazioni con le stoviglie della cucina, si appuntava consigli: “Fai cadere la nonna dalle scale”, e costruiva racconti ambientati sul preciso confine tra normalità e follia. Se non avete mai letto “La lotteria”, fatelo prima di Natale, perché i brividi durano a lungo, e poi godetevi tutte le commedie surreali, il thriller, la comicità della vita famigliare, le esplorazioni inquietanti della psiche contenuti in questa raccolta. Un marito una mattina dice: accidenti, ho di nuovo lasciato l’accendino su! E la moglie: grazie al cielo l’hai detto, ero così preoccupata! Eri preoccupata per l’accendino? “Vedi, ho sognato che non dicevi più tre o quattro delle cose che dici sempre. Sì, insomma, sai che tu dici sempre le stesse cose, e nel sogno a un certo punto non lo facevi più. Ero preoccupatissima, poi ha suonato la sveglia e quando ho aperto gli occhi pensavo di avere ancora il coltello in mano”. Grazie, cara Shirley, anche per la forza di ribellarsi alla realtà, fingendo di scrivere soltanto.