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“Possiamo fare come Hitler e Stalin o possiamo difendere la libertà di parola”. Parla Chomsky

Intervista al grande linguista che ha firmato l'appello di Harper's

11 Luglio 2020 alle 06:00

“Possiamo fare come Hitler e Stalin o possiamo difendere la libertà di parola”. Parla Chomsky

(foto LaPresse)

Roma. Walt Rostow tornò al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge nel 1969. Era uno di quegli studiosi che Noam Chomsky aveva denunciato nel suo saggio sulla “Responsabilità degli intellettuali”. Come consigliere di Kennedy e Johnson, Rostow era stato l’architetto del bombardamento a tappeto del nord Vietnam. Nessuno si sorprese che quando Rostow riapparve al Mit le sue lezioni fossero interrotte da studenti furiosi per la sua presenza nel campus. Anziché associarsi alla rivolta studentesca, Chomsky, che al Mit aveva...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Luglio 2020 - 00:34

    Al diretttore - Acthug! Chomsky La tirannia della libertrà di parola è più perolosa, totalizzante di ogni altra concezione di tirannia.

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  • luigi.desa

    11 Luglio 2020 - 12:25

    Sono anni che sento parlare di Chomsky e ho letto pure qualche scritto ,non ho ancora capito se è un grande linguista o un grande linguacciuto .

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  • Cacciapuoti

    11 Luglio 2020 - 10:31

    E lasciatelo in pace! Sappiamo tutti cosa pensa da almeno sessant'anni. Ribolliamo ancora la minestra?

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    Rispondi

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