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Ennio Morricone, genio inclassificabile e imprendibile che non sapeva immaginarsi lontano da Roma

Una malinconia molto romana il compositore l’ha sparsa un po' ovunque nella sua opera, muovendosi con la disinvoltura del funambolo tra le barricate di una cultura che separa “alto” e “basso”

7 Luglio 2020 alle 06:00

Ennio Morricone, genio inclassificabile e imprendibile che non sapeva immaginarsi lontano da Roma

(foto LaPresse)

Il New York Times ci ha tenuto a rimarcare che Ennio Morricone non sapeva l’inglese, non prendeva l’aereo, non si è mai mosso da Roma e in America ci andò per la prima volta nel 2006, a settantotto anni. Ma a Roma Morricone stava benissimo. Aveva uno splendido attico sopra via dell’Ara Coeli, vista panoramica sul Campidoglio, praticamente un’inquadratura in campo lungo di un western di Sergio Leone, con la statua di Marco Aurelio a cavallo al posto del bounty...

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Andrea Minuz

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