È morto Albert Uderzo, papà di Asterix e per nulla nazionalista

Il disegnatore aveva ideato il personaggio con Renè Goscinny (scomparso nel 1977) e diventato il fumetto più amato dai francesi per la sua capacità di fare ironia su tutti, Romani e Galli

Stefano Priarone

“Uderzo!”. Così si dice abbia esclamato negli anni Settanta un giovane Tiziano Sclavi (che dieci anni dopo avrebbe creato la serie Dylan Dog) vedendo le tavole a fumetti di Giorgio Cavazzano. Il disegnatore veneto, classe 1947, destinato a diventare un maestro Disney, si ispirava al co-creatore di Asterix, specie per le storie senza Paperi e Topi ma con esseri umani come Altai & Jonson, scritta da Sclavi. Già negli anni Settanta, Albert Uderzo, nato il 25 aprile 1927 a Parigi e morto lo scorso 24 marzo era considerato un grande del fumetto. E con ragione: il suo stile grottesco e al tempo stesso realistico e iperdettagliato aveva contribuito notevolmente al successo del piccolo Gallo e dei suoi amici (in primis Obelix) che nel 50 a.C. resiste ancora e sempre all’invasione dei Romani di Giulio Cesare grazie alla pozione magica del druido Obelix.

 

Adesso Asterix è orfano: l’altro creatore, lo sceneggiatore Renè Goscinny (nato nel 1926, un anno prima di Uderzo) era prematuramente scomparso nel 1977. Italiani e francesi sono sì cugini, ma stile Paperino e Gastone, non esattamente in buoni rapporti, e ignorano le rispettive culture pop. Parlando del fumetto, le serie della Sergio Bonelli Editore (Tex, Dylan Dog) non hanno mai davvero preso in Francia, mentre in Italia i lussuosi cartonati francofoni rimangono sugli scaffali delle librerie.

 

Asterix è un’eccezione: è solo all’apparenza un fumetto sciovinista, fa satira su tutto, anche sugli stessi Galli, visti come fanfaroni e attaccabrighe, se la prende non tanto con gli italiani quanto semmai con i Romani, che nelle versioni italiane, grazie a una felice intuizione del primo traduttore Marcello Marchesi, parlano in romanesco. "Ho un amico romano con il quale parlo di macchine, interesse in comune, ma mai di fumetti", aveva detto Uderzo in un’intervista del 1990.

  

 

Uderzo inizia a disegnare fumetti a metà degli anni Quaranta, poco dopo conosce Goscinny, si trovano subito in sintonia, nei primi anni Cinquanta creano due serie divertenti ma di breve durata, la piratesca Jehan Pistolet e  Oumpah-Pah, con protagonista un giovane pellerossa. Il successo arriva con Asterix, la cui prima storia, “Asterix il gallico”, viene pubblicata a puntate a partire dal 29 ottobre 1959 sulla rivista “Pilote”. Nel frattempo Goscinny si è affermato grazie alle sceneggiature brillanti di Lucky Luke, la serie western creata dal belga Morris (Maurice de Bevère) nel 1946, mentre sempre nel 1959 Uderzo crea, su testi di Jean Michel Charlier, la serie avventurosa Tanguy e Laverdure che lascerà nel 1967 per dedicarsi solo ad Asterix e nella quale mostra di essere molto bravo anche nel fumetto realistico.

 

La coppia Asterix e Obelix (e forse è anche questo uno dei motivi del loro successo in Italia dove il fumetto disneyano è da sempre molto amato) ricorda un po’ quella Topolino-Pippo, con il primo piccolo e astuto e il secondo perso del suo mondo, anche se Obelix, interessato solo a mangiare e a pestare Romani è più godereccio e meno poetico di Pippo.

  

La morte di Goscinny arriva quando il personaggio è all’apice del successo: nel 1976 i due creatori hanno prodotto il film animato “Le dodici fatiche di Asterix”, ed è un duro colpo per la serie. Uderzo prova a scriverne anche i testi, improvvisandosi sceneggiatore; negli anni Ottanta gli album non sono male, specie “Le mille e un'ora di Asterix” del 1987, poi la qualità scende molto. L’ultima sua storia è “Il compleanno di Asterix & Obelix – L’albo d’oro” del 2009 per i cinquant’anni della serie. Nel 2013 arrivano al timone della serie, scelti dallo stesso Uderzo, Jean-Yves Ferri (testi) e Didier Conrad (disegni). L’ultimo album finora uscito è il numero 38,  “Asterix e la figlia di Vercingetorige” del 2019. Nel 2017 era uscito l’album “Asterix e la corsa d’Italia” nel quale uno dei personaggi si chiama Coronavirus: la cosa ha colpito alcuni complottisti, ma in realtà i coronavirus si conoscono dagli anni Sessanta, ben prima dell’epidemia di Covid-19.

 

Non sappiamo se la serie proseguirà dopo la morte di Uderzo, ma il disegnatore adesso si è unito a Goscinny nei banchetti di Toutatis e Belenos (gli dèi gallici), rigorosamente a base di cinghiale.

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