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Il dandy disperato

La creatività, il lusso, la droga e quella costante narrativa del suicidio. Il mito del dadaismo francese, Jacques Rigaut, in una nuova biografia

9 Marzo 2020 alle 11:44

Il dandy disperato

Maurice Ronet interpreta Alan Leroy in "Fuoco Fatuo" (foto Wikipedia)

Scrittore francese bellissimo ma semisconosciuto, dadaista militante, autore di un’opera minima, compendiabile in poche pagine, strafatto di eroina, si uccide a trent’anni vinto dal disgusto di sé e degli altri, dopo aver vissuto una vita da dandy, aver sposato una miliardaria americana e aver tentato a più riprese di disintossicarsi. Passa un secolo e miracolo, la sua vita rifulge grazie alla meticolosa biografia, irragionevolmente lunga, scritta da Jean-Luc Bitton (“Jacques Rigaut, Le suicidé magnifique”, Gallimard). Un libro assolutamente imperdibile per...

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Marina Valensise

E' stata una delle prime firme del Foglio, dove si occupa di libri e di idee. Ha scritto un libro su Sarkozy (Mondadori, 2007), curato l'edizione italiana di vari saggi di François Furet, pubblicato un libro di viaggi nel Sud d’Italia, "Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento" (Marsilio, 2012), una biografia dell’Hôtel de Galliffet, in edizione bilingue e illustrata (Skira 2015) e un saggio sulla sua esperienza alla direzione a Parigi dell'Istituto italiano di cultura dal 2012 al 2016, "La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio con le imprese" (Marsilio 2016).

Nel 2017 ha fondato un'agenzia di consulenza (vale, valorizziamo aziende artisti lavoro, esperienze)  per produrre progetti tagliati su misura per le imprese desiderose di investire nell'arte e nella cultura.

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