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Sei grazie di modernità

Canova e Thorvaldsen, due superstar arcirivali del Neoclassicismo (e del mercato) nella Roma tornata capitale dell’arte e del gusto europei. A confronto, per la prima volta, in una mostra a Milano

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

13 Gennaio 2020 alle 10:12

Sei grazie di modernità

Antonio Canova, “Le tre Grazie” (Ermitage, San Pietroburgo). Bertel Thorvaldsen, “Le Grazie con Cupido” (Thorvaldsen Museum, Copenhagen). Nella mostra “Canova Thorvaldsen. La nascita della scultura mo

Fossero esistiti a quel tempo i selfie e le condivisioni su Instagram – così importanti, oggi, nel sistema delle arti – avrebbero saputo farne buonissimo uso. Perché già allora la usavano, non la tecnologia digitale ma la condivisione sociale. Pensiamo al neoclassicismo e pensiamo alla bellezza in chiave sublime, immaginiamo visi austeri e contemplazioni solitarie. Perfezioni antiche. La prima scoperta invece è che le star del neoclassico vivevano in un mondo intenso e contemporaneo, fatto di rapporti personali, omaggi, ritratti...

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