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“L’Europa è la nostra casa e civiltà”. Intervista a Finkielkraut

L’Unione europea, il malessere francese, il ’68, il Muro di Berlino, la libertà di parola minacciata. A colloquio con il filosofo francese. “La civiltà è fragile quanto la terra”

15 Novembre 2019 alle 15:00

“L’Europa è la nostra casa e civiltà”. Intervista a Finkielkraut

Alain Finkielkraut, a destra, con Bernard-Henri Lévy. “Il vecchio antisemitismo non è morto, ora c’è anche quello islamico negato dalla doxa di sinistra”, dice il filosofo al Foglio (foto Reuters)

Roma. “L’Europa è il massimo della diversità nel minimo dello spazio, la nazione è una creazione europea e le due cose vanno insieme. Ecco perché, a differenza dei sovranisti, non oppongo la nazione all’Europa, anche se l’attuale stato dell’Unione europea mi ispira sentimenti contrastanti. L’Europa è definita da opere, piazze, monumenti, paesaggi, costumi, un certo modo di essere e di sentire, non è solo una costruzione, ma anche una civiltà che merita tutta la nostra cura”.   Così parla al...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    15 Novembre 2019 - 16:40

    Il festival delle belle parole. In Europa sono nati, comunismo, fascismo, nazismo, franchismo. Tralasciando i millenni passati a sbudellarci tra noi. Stati europei associati? Attualmente ci sono rimaste solo le inani declamazioni virtuose o la Vauropia. Peggio per noi.

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