Manuali a fumetti per papà (im)perfetti

Imbranati, sognatori o scorretti, alcuni artisti della nona arte raccontano la paternità meglio di tanti manuali. “Ho sbagliato molto e imparato tanto, soprattutto su me stesso”, dice Caporali, l'autore di Prima di Pai

Sara Di Carlo

Non esiste il manuale definitivo per diventare genitori perfetti. Soprattutto, non ne esiste uno per i papà. Eppure, come e meglio di tanti manuali di auto-aiuto, negli ultimi anni diversi papà-fumettisti hanno messo in una gabbia di carta le loro ansie, le paure e le aspettative, dall'attesa alla nascita. Hanno raccontato con disegni e ironia quella meravigliosa incoscienza che spinge una coppia a intraprendere un cammino ignoto, poiché ogni nascita è diversa. Il concepimento, lo smarrimento iniziale osservando il test di gravidanza, le prime ecografie dove si vede una sagoma e si ascolta il cuore del bambino, la certezza del suo essere presente e le paure nell'affrontare quello sconosciuto che è tuo figlio.

     

In Prima di Pai, fumetto edito da Shockdom e presentato in anteprima a Romics, Davide “Dado” Caporali racconta quei momenti. “La mia paternità consapevole, è iniziata circa un anno dopo la nascita di mio figlio”, dice al Foglio l'autore, che dal 30 ottobre al 3 novembre sarà presente a Lucca Comics and Games, la fiera dei fumetti più importante d'Italia. “Non so se è un qualcosa che lega tutti i papà o è successo soltanto a me, ma a differenza di Chiara (la mia compagna) che con il parto è rinata anche lei sotto forma di mamma già pronta ad assumersi tutte le responsabilità e ad affrontare ogni evenienza della la vita da genitori, per me è stato tutto molto più lento. Da un giorno all'altro mi sono ritrovato con un bambino in braccio, totalmente indifeso e dipendente da me in tutto e per tutto. Forse per le mamme portare in grembo i propri figli, sentirli crescere dentro di loro e sentirli muoversi ogni giorno, rende il passaggio alla 'genitorialità' più graduale. Per me invece non è stato affatto facile entrare in quell'ottica. Ho sbagliato molto e imparato tanto, soprattutto su me stesso. Oggi però mi sento un bravo papà con ancora moltissimo da imparare e scoprire”.

  

Prima di Pai è una storia completa, a differenza di Vita di Pai, composta da una serie di strisce. Entrambi i volumi sono ispirati dalla quotidianità dell'autore, nelle quali i neo genitori non faranno fatica nel riconoscersi e nell'immedesimarsi in quei piccoli problemi e imprevisti che possono accadere durante l'arco della giornata – o della notte se il piccolo di casa non ha nessuna intenzione di dormire – sdrammatizzando. Senza nascondere paure, aspettative e desideri di un neo papà. “Il lato buffo dell'essere padre è che molto spesso si viene un po' ignorati. Le persone in genere danno molta più attenzione alle madri, con domande e consigli non richiesti che vengono molto spesso rivolti loro, come se il padre non potesse o non volesse svolgere un ruolo attivo nella crescita del figlio. Da una parte non mi stupisce”, prosegue Caporali, “visto il tipo di società fortemente patriarcale da cui proveniamo. Al massimo mi è stato domandato se mio figlio dormisse la notte e come risposta li colpivo con le mie occhiaie”.

  

Nel precedente fumetto di Caporali, Vita di Pai (Shockdom), l'autore narra l'essere padre in maniera molto divertente e ironica. “Essere papà, proprio come le mamme, cambia la vita in tutto. Dagli orari lavorativi, alla vita sociale, al tempo libero (ormai inesistente) e, in questo caso, dandomi del lavoro in più”, prosegue l'autore. Anche il rapporto della coppia viene scosso dalla nascita di un bambino. “Se decidere di mettere al mondo un bambino è il culmine del rapporto d'amore tra due persone, la nascita è forse la prova più dura che una coppia può affrontare, soprattutto nel primo anno di vita. La coppia è sottoposta a un carico di stress gigantesco e, se non c'è una base solida, si rischia grosso”.

   

Ci sono tanti altri papà a fumetti, come il canadese Guy Delisle che nella serie composta da tre volumi Diario del cattivo papà, edito da Rizzoli Lizard, disegna la sua esperienza di genitore distratto e politicamente scorretto. Un padre che racconta storie assurde ed inverosimili, fino a “terrorizzare” i suoi figli, ma al contempo divertente e ironico, in una serie di episodi memorabili tutti da ridere. Oppure Dad. Professione Papà, serie a fumetti realizzata dal francese Nob e pubblicata in Italia da Tunué, con protagonista un padre single alle prese con quattro figlie indomabili da allevare, nate da quattro donne diverse. Dad è un personaggio apatico, imbranato, sognatore e inefficiente, un “mammo” che non è in grado di cucinare, di dare consigli sui primi fidanzatini delle figlie o di aiutarle nei compiti a casa. Nonostante le quattro capricciose figlie si divertano nel metterlo in difficoltà in ogni situazione, lui fa di tutto quando si tratta della loro felicità, diventando il loro super papà, “semplicemente” perché le ama. Forse non un esempio di come essere un padre perfetto, ma la dimostrazione di come l'affetto riesca in ogni situazione, seppur strampalata, a fare crescere figli felici.

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