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Domingo e Grigolo. L'ultimo, ipocrita acuto del #metoo infanga la lirica

Il tenore spagnolo costretto a lasciare la Metropolitan Opera, l'italiano sospeso dalla Royal Opera House. Ma il mondo dello spettacolo è pieno di queste storie, con buona pace dei moralisti

26 Settembre 2019 alle 16:25

Domingo e Grigolo. L'ultimo, ipocrita acuto del #metoo infanga la lirica

Carreras , Placido Domingo e Angela Gheorghiu (foto LaPresse)

Doveva finire così. Un esausto Placido Domingo che, ormai vessato dalle crescenti accuse di violenza sessuale, abbandonava la scena. “Ho debuttato al Metropolitan Opera, quando avevo 27 anni e ho cantato in questo magnifico teatro per cinquantuno anni consecutivi – scrive alla direzione del Met - Tempi gloriosi! Ma nonostante io abbia fortemente respinto le recenti accuse mosse contro di me e dimostrato preoccupazione per questo clima che consente di condannare le persone senza un dovuto processo, sono giunto alla conclusione che la mia presenza in questa produzione del Macbeth possa distrarre dal lavoro i miei colleghi”. E’ da agosto che sul tenore spagnolo piovono accuse di verginelle starnazzanti che diffamano il maestro accusandolo di aver abusato del loro candore. Non poteva finire diversamente, perché Domingo è uomo coerente. Non ha mai negato i suoi tanti rapporti, le sue scappatelle, i tradimenti perpetuati alla moglie (santa donna) Marta. La bellezza della sua voce e dei suoi lineamenti, la celebrità, i tanti, tantissimi soldi sono territorio troppo appetibile per donne, cantanti che da sempre strisciano ai suoi piedi. Non ha mai negato il suo essere Don Giovanni nella vita e non solo sul palco. Ma ha sempre chiarito che chiunque cedesse alle sue avance (quando non erano le donne stesse a “stalkerarlo”) era consenziente. Ci sarebbe da ridere, invece bisogna piangere, assistendo a questa nuova ondata di #metoo musicale che sta infangando un artista dalla carriera inimitabile. Lo stesso ora accade a Vittorio Grigolo, ai più conosciuto per essere un ex coach del talent show "Amici" di Maria de Filippi, ma in verità voce apprezzata nei più prestigiosi teatri del mondo. Ultimamente tutti lo osannavano alla Royal Opera House di Londra se non fosse che, accuse provenienti dal Metropolitan di New York, hanno indotto i vertici del teatro londinese a sospendere l’artista. Cosa che per fortuna non ha fatto il Teatro alla Scala di Milano dove Grigolo interpreta (in questi giorni) Nemorino ne “L’Elisir d’amore” di Donizetti.

 

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Fiumi di moralismo e di moralisti che si ergono a paladini della purezza, del rispetto, dell’etica. Moralisti e ignoranti fino al midollo, per vari motivi. Nessuna forma di garantismo è riservata a queste persone che sono bollate come pervertiti. Nessuna possibilità di controbattere. Eppure chiunque abbia frequentato una sala da concerto, qualche dietro le quinte, sa bene cosa accada proprio nei teatri. Ammiccamenti, battutine, tresche a due, tre e quattro la volta. Dietro le quinte di un’opera o di un balletto si fa sesso molto più che in camera da letto e tutti sono felici e ben informati su come e cosa si fa. Etero, omo, nessuna differenza. Provate a frequentare la tournée di una qualsiasi orchestra. Assomigliano molto più a gite di liceali con l’ormone sparato a mille e non ad artisti sul posto di lavoro. Certamente non è sempre così, i casi sono isolati e la musica e i teatri non sono un bordello. Ma il sesso (e poi chissà anche l’amore) nel mondo della lirica esiste da sempre.

 

Dove pensate che si siano incontrati e innamorati la diva Anna Netrebko e suo marito Yusif Eyvazov? Era il 2013, Manon Lescaut all’Opera di Roma, diretta da Riccardo Muti. Ora sono felicemente sposati. Andando indietro con gli anni, fu famoso il battibecco al Metropolitan tra Arturo Toscanini e il soprano Solomija Krušel'nyc'ka. Durante una prova l’artista ferma il direttore e tutta l’orchestra gridando: “Arturo!”. Il maestro stizzito risponde: “Arturo in bed, on stage maestro”. Sono tante le storie di sesso, amore o qualche pacca sul culo. Sono tenute ben nascoste per non far saltare per aria matrimoni. Altre invece vengono fuori, dopo decenni, per far soldi e sputtanare artisti facoltosi.

  

Ritorniamo alla realtà dei fatti: il mondo della musica “classica”, del balletto, il mondo dello spettacolo è pieno di queste storie come può accadere in altri ambienti lavorativi. Quando il sesso (non consenziente) diviene un modo per esercitare un potere o estorcerlo, questo è deprecabile. Quando è una dinamica (eticamente discutibile) fatta da persone adulte e consenzienti, di deprecabile ci sono solo i moralisti che inorridiscono, piagnucolano e urlano quanto facciano schifo gli uomini e il mondo. 

Mario Leone

Nato nel 1981 a Gravina in Puglia. Da quando ha coscienza non ricorda una giornata senza musica: suonata, studiata, ascoltata o scritta. Il pianoforte e il coro gli studi di tutta la vita.  L'insegnamento una divertentissima sfida. Cerca di seguire le regole di vita musicale del compianto Schumann e intanto scrive anche per il Corrieremusicale. La musica o è bella o è brutta. Questa è l'unica distinzione. L'Urbe l'ha adottato. Hélène Grimaud l'ideale di donna. Milanista “from the cradle to the grave”.

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