cerca

Il romanzo “è democrazia” dice Antonio Scurati, Premio Strega 2019

Con “M. Il figlio del secolo” lo scrittore conquista la LXXIII edizione. E sfata il mito del “fascismo buono”

5 Luglio 2019 alle 10:16

Il Premio Strega gli era sfuggito già due volte, di pochissimo, nel 2009 e nel 2014. Deluso, si era concentrato sul suo nuovo progetto, una trilogia sul fascismo e su Benito Mussolini: non un saggio storico, ma un romanzo, in cui però Antonio Scurati voleva che ogni dialogo, ogni dettaglio si basasse su fatti storici appurati. Così è nato “M. Il figlio del secolo”, edito da Bompiani. Un successo di pubblico e di critica – seppure fra qualche inevitabile polemica – immediato. Scurati ha prevalso con ampio margine su Benedetta Cibrario ("Il rumore del mondo", Mondadori) e sugli altri tre pretendenti: Marco Missiroli, Nadia Terranova, Claudia Durastanti.

  

Lo spettro del secolo

Molte pagine e molta storia nel Mussolini giorno per giorno di Scurati. Lettori di romanzi perplessi

  

“Dedico questo libro agli italiani che prima furono sedotti e poi oppressi dal fascismo e a quelli di loro che successivamente  trovarono il coraggio di combatterlo. Insieme, lo dedico ai giovani di oggi a cui auguro di non rivivere ciò che gli italiani vissero allora”, risponde ai giornalisti Scurati. Dice di aver scelto la forma del romanzo perché più popolare, rispetto a un saggio storico: il romanzo “è democrazia”, afferma lui. Rivela di essere già a buon punto con la seconda puntata della trilogia, e conferma che ne verrà tratta una serie tv che sarà girata “da un regista di fama mondiale”. Ricorda che fu proprio Benito Mussolini a inventare i termini e i concetti di “casta” politica e antipolitica, aizzando il discredito sul presunto “vecchiume” precedente; e che il fascismo si servì della violenza fin dai suoi albori, intimidendo, bastonando, uccidendo. “Non è altro che una leggenda l'idea che il fascismo in origine avesse degli ideali e sia degenerato solo in un secondo momento, che Mussolini sia stato tradito”, chiarisce Scurati.

Francesco Cocco

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    08 Luglio 2019 - 13:01

    In fondo M per storici e scrittori è un ottimo materasso ,ogni tanto qualcuno di loro per uscire dalla noia o dall'anonimato attacca e scrive una riga un periodo un racconto un libro e il gioco è fatto. A volte sembra che scrittori e storici raccontino M -romanamente detto "er puzzone" - come Petrolini raccontava Nerone. Eia eia ....ala là ( indove là?) .

    Report

    Rispondi

  • verypeoplista

    verypeoplista

    05 Luglio 2019 - 16:04

    Ma questo scrittore pensa davvero che gli italiani dal 28/04/1945 a oggi, ovvero in 74 anni tra saggi degli storici di professione dai ricordi dei parenti, dai film derivanti dal periodo fascista, dalle condizioni del popolo in termini di cultura ovvero, allora, la maggioranza se andava bene si fermava alla terza elementare si siano fatti la convinzione di una "parte buona" della Dittatura? Egregio Cocco, la concomitanza tra perdita per 2 volte del palio libresco e la contingente "congiuntura politica" italiana ha fatto si che il Nostro si sia "buttato" su "M": un operazione, up to date, di marketclever; a sensazione 800 e passa pagine nel 2019 per una dittatura mi sembrano una esagerazione.

    Report

    Rispondi

  • leless1960

    05 Luglio 2019 - 15:03

    Secondo me a ritornare non sono tanto i fatti storici, i fenomeni totalitari, quanto a rimanere, anzi a permanere, la natura umana: meschina, doppia, opportunista. E' come se il popolo rimanesse in sonno, con tutte le sue meravigliose caratteristiche, più o meno annacquate dai buoni propositi, e ogni tanto si risvegliasse, come la bestia.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni Attinà

    05 Luglio 2019 - 13:01

    Io non sono fascista, ma il romanzo di Antonio Scurati che sfata il mito del "fascismo biono" è un'opinione. Il giudizio storico fa riferimento all'opera di Renzo De Felice, che sicuramente non era fascista.In Italia commettiamo sempre l'errore di non fare riferimento alla storia e viviamo di fascismo e antifascismo.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi