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La buona apertura modello Venezia

In barba al sovranismo culturale Brugnaro apre la Laguna ai giovani curiosi

9 Febbraio 2019 alle 06:14

La buona apertura modello Venezia

Turisti a piazza San Marco. Foto LaPresse

“Cari ragazzi, Venezia, città crocevia di popoli e di culture, oggi vi offre la più prestigiosa vetrina mondiale in tema di arte riservandovi uno spazio all’interno del suo Padiglione presso la Biennale. Venezia è dalla vostra parte e vuole sostenervi”. Così Luigi Brugnaro, sindaco imprenditore veneziano eletto da Forza Italia con l’appoggio oggi determinante della Lega, ha lanciato un bando “per giovani tra 18 e 35 anni che siano o nati o residenti o che studiano o lavorano in Italia, e interessati ad affrontare attraverso la poesia visiva, i videoclip musicali, la street art, la pittura, il fumetto e la fotografia, il tema dell’attualità del tempo che stiamo vivendo in linea con May You Live in Interesting Time, titolo della prossima Biennale Arti Visive 2019”.

   

Non dunque un’iniziativa di gusto sovranista, ma cosmopolita, in una città che deve difendersi da una parte dai problemi del turismo di massa e dall’altra dal calo continuo di residenti nel centro storico: sono ormai 54 mila rispetto al picco di 175 mila del 1951. Con le isole si sfiorano gli 80 mila, mentre ci sono negozi che espongono il countdown dello spopolamento. Che dipende non dal malessere economico ma da un modello di sviluppo troppo piegato al turismo trash, spopolando immobili e quartieri per farne bed & breakfast a basso costo. Anche su questo la giunta era intervenuta bloccando le licenze mentre la Consulta ha bocciato l’affitto di monolocali inferiori a 45 metri quadri. Eppure chi è rimasto appartiene a una media e medio-alta borghesia aperta al mondo, musei e mostre sono di primo livello, così come Biennale cinema e Biennale arte. Mancano i giovani, come testimonia anche un calo demografico di circa mille abitanti all’anno. Street art, fumetto e fotografia sono però un segno di svolta anti tradizionalista. La graphic novel che sulla scia del successo della mostra di Zerocalcare al Maxxi di Roma (ignorata da Virginia Raggi e presa di mira dai primatisti capitolini) arriva in laguna è un buon segnale: meno finte mascherine, più ragazzi.

Redazione

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