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La fine del populista Silhouette

Ministro delle Finanze di Luigi XV, s’inimicò la corte e poi anche il popolo. Restò solo un sostantivo

4 Febbraio 2019 alle 10:35

La fine del populista Silhouette

Un gioco d'ombre per realizzare silhouette per gli studi di fisiognomica di Johann Kaspar Lavater. Etienne de Silhouette ha legato il suo nome ai ritratti con il solo contorno (Foto Wikipedia)

La storia di Etienne de Silhouette, il ministro populista delle Finanze che pensava di riformare la corte di Luigi XV e finì sotto le ruote del dileggio, al punto che noi posteri lo scambiamo con la definizione atemporale di una figurina di carta, secca, nera e di profilo, è talmente bella che avrebbe meritato un cantastorie e un carretto più fastoso di quello sul quale abbandonò il palazzo che aveva cercato di emendare dalle pratiche più disdicevoli, per esempio prendersi...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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