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Non per arte ma per denaro

Oggi è il prezzo a determinare il valore di un’opera, non viceversa. Cifre pazze, aste spericolate, caccia ai trofei iconici. E il mestiere dell’artista si dissolve in una scia di inutilità e impotenza

3 Dicembre 2018 alle 14:00

Non per arte ma per denaro

Un fotogramma del film “Il magnatutto” di Ugo Nespolo (per gentile concessione dell’autore)

“Se qualcosa non può durare per sempre, non durerà per sempre” (Herb Stein)     Qui si prova sommariamente a narrare la ballata triste che ha da fare – in primo luogo – con gente che deve avere coscienza di trafficare all’ombra di un mestiere svaporato, scomparso senza remissione e speranza di riscatto prossimo. E’ in questione il mestiere dell’artista che pare aver preso il volo estremo per dissolversi in una diafana scia d’inutilità e d’impotenza.   Donald Thompson, economista:...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    04 Dicembre 2018 - 08:08

    L'arte figurativa per secoli ha avuto come canone la bellezza poi alla fine del secolo '800 l'estetica ebbe una crepa e introdusse canoni diversi . Ora una pala del Raffaello potrebbe essere esposta in un museo accanto a una tela di Burri. Già i critici d'arte in congrega si sono fatti mercanti e salutami soreta. Negli anni '50 su una rivista d'arte apparse il titolo "l'arte è morta" . No oserei dire ma ha avuto il processo inverso da farfalla è divenuta bruco. luigidesantis

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