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Burri e il giacobino

Tomaso Montanari, il Saint-Just delle pinacoteche, contro il libero mercato dell’arte (e la legge)

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

12 Ottobre 2018 alle 06:00

Burri e il giacobino

Grande Legno e Rosso (1957-1959) di Alberto Burri

Si dovrà prima o poi dire, per tutela del bene comune, che Tomaso Montanari è un turlupinatore culturale e un cafone. Cafone, perché a un gentiluomo come Philippe Daverio – che ieri sul Fatto ha replicato a una intemerata del Montanari medesimo contro Giulia Maria Crespi, che si accinge a mettere all’asta una sua (di proprietà) opera d’arte – Montanari ha risposto: “In che veste scrive Daverio? Come mercante, quale ha tentato di essere, aprendo gallerie a Milano e a...

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