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Ci vorrebbe un MacGuffin

La noia, il già visto e sentito, il vuoto di teorie: anche l’esangue panorama dell’arte contemporanea avrebbe bisogno di un artificio, un motore virtuale come quello teorizzato da Hitchcock per il cinema

8 Ottobre 2018 alle 11:46

Ci vorrebbe un MacGuffin

In “Pulp Fiction” la valigetta recuperata con mille espedienti da Vincent e Jules non rivelerà mai il suo contenuto se non l’accecante luce che si sprigiona sul viso di Travolta al mo (foto LaPresse)

Tutti se ne infischiano, la maggioranza lo ignora, ben pochi osano frequentarlo, alcuni ci trafficano diffidenti, nessuno – proprio nessuno – è pronto a giurare su una qualche lealtà presente o futura. Ma certo! Si parla proprio del favoloso contemporaneo Art World, quella sorta di microcosmo zeppo di fedi mancate o presto svanite, promesse molto spesso disattese ed evaporate, un mondo fiero persino della ostinata marginalità del proprio ruolo con il conseguente repentino precipizio nell’oscuro magazzino degli optional che lo...

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