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Profondo russo

Note comiche e note dolenti, dall’Urss al mondo scorbutico degli esuli. Dovlatov, lo scrittore che coltivava l’assurdo come chiave del mondo

10 Settembre 2018 alle 11:40

Profondo russo

Sergej Dovlatov

“Io ovviamente non sono Solgenitsin, ma questo mi priva forse del diritto di esistere?”. Scacco matto in tre mosse. Niente di strano: lo scrittore russo Sergei Dovlatov aveva riflessi fulminei, denti per qualsiasi pane, schiocchi di lingua capaci di sfidare ogni retorica, pertanto affrontò senza perdersi in chiacchiere anche la spinosa questione della propria specificità letteraria. Lo fece nel bellissimo e imprevedibilmente comico Regime speciale, romanzo che solo in modo sommario si potrebbe definire “di prigionia”, difendendo la visione del...

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