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Mimì e Rodolfo all’Opera di Roma

Quella vita da bohème che Puccini conosceva bene. Un melodramma dalla musicalità spontanea e travolgente, che nasce però da una cura estrema dell'artificio e dal lavoro ossessivo con i librettisti

11 Giugno 2018 alle 16:15

Mimì e Rodolfo all’Opera di Roma

Foto dal sito Operaroma.it

Certo, per creare La Bohème Giacomo Puccini e con lui i suoi due librettisti, Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, ai quali diede per due anni non poco filo da torcere, non avrebbe avuto bisogno di ispirarsi alle Scènes de la vie de bohème del francese Henri Murger, feuilleton ambientato ai tempi di Luigi Filippo, e uscito quarant’anni prima, con tanto di adattamento teatrale. Puccini cominciò a comporre La Bohème a trentacinque anni, nel 1893, quando era già l’astro nascente del...

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Marina Valensise

E' stata una delle prime firme del Foglio, dove si occupa di libri e di idee. Ha scritto un libro su Sarkozy (Mondadori, 2007), curato l'edizione italiana di vari saggi di François Furet, pubblicato un libro di viaggi nel Sud d’Italia, "Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento" (Marsilio, 2012), una biografia dell’Hôtel de Galliffet, in edizione bilingue e illustrata (Skira 2015) e un saggio sulla sua esperienza alla direzione a Parigi dell'Istituto italiano di cultura dal 2012 al 2016, "La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio con le imprese" (Marsilio 2016).

Nel 2017 ha fondato un'agenzia di consulenza (vale, valorizziamo aziende artisti lavoro, esperienze)  per produrre progetti tagliati su misura per le imprese desiderose di investire nell'arte e nella cultura.

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