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Perché la lezione di Calestous Juma è ancora viva 

In un mondo dove qualcuno pensa per decreto di poter cancellare la frase “basato sull’evidenza scientifica”, resta la testimonianza di "Innovation and its enemies"

21 Dicembre 2017 alle 10:05

Perché la lezione di Calestous Juma è ancora viva 

Calestous Juma è scomparso il 15 dicembre. Chi è curioso di ricerca scientifica e applicazioni tecnologiche ha perso una guida colta, prudente ed entusiasta. Calestous era professore alla Kennedy School di Harvard e l’anno scorso aveva pubblicato un libro che da solo basta a giustificare un insegnamento fondamentale nei corsi di laurea di tutte le facoltà scientifiche e di scienze sociali ed economiche: “L’innovazione e i suoi nemici” (Innovation and its enemies – Oxford University Press), il cui sottotitolo è: perché le persone resistono all’ingresso delle nuove tecnologie.

   

Questo libro parla di noi, di come siamo fatti, di come siamo guardinghi, diffidenti, ambiziosi, reazionari, coraggiosi, scaltri, infidi, perversi, invidiosi, subdoli, visionari, sognatori, gretti, ottimisti, ingenui e creduloni. Le innovazioni di cui parla non sono su come fare un viaggio intergalattico per visitare un buco nero o come impiantarci un’epidermide fotosintetica per poter combattere fame e freddo. Parla della nostra storica ostilità ad accettare innovazioni tecnologiche come i caratteri a stampa, vietati per quattro secoli nei paesi musulmani per vari motivi tra cui la maldicenza secondo cui i caratteri mobili venivano puliti da spazzolini fatti con peli di maiali. Oppure della trasformazione epocale causata dall’invenzione a fine Ottocento in Olanda della margarina e della trasformazione delle piccole, isolate aziende familiari statunitensi che si associano in gruppi d’influenza per avversare un prodotto che metteva in crisi l’industria del latte e del burro. Per non parlare dell’odissea del caffè, dei secoli durante i quali si sono succedute le glorificazioni e le persecuzioni (cristiane e mussulmane) contro una delle bevande oggi più diffuse, che è stata oggetto anche del divieto di consumo da parte dei regnanti svedesi e prussiani. Oppure di come l’industria del gas ha cercato di impedire l’uso dell’elettricità nelle case private, inventando utensili alternativi alimentati a gas come radio, lavatrici, lavapiatti, aspirapolveri o giradischi.

   

Diffamazione, leggi ostili, pubblicità negative e falsa percezione del rischio sono state le armi usate da chi faceva affari dominando un servizio o una tecnologia e non voleva perdere le posizioni di privilegio. I laboratori Bell arrivarono a comprare un brevetto su un registratore audio per bloccarne lo sviluppo e la commercializzazione. Lo scopo era non ridurre l’uso della telefonia su cui la Bell aveva investito e conservare il monopolio della sua AT&T.

   

Noi siamo tutto questo. Siamo creduloni, presuntuosi e un po’ saccenti, prevenuti e manipolabili. Calestous Juma ha messo a nudo le strategie di aziende e gruppi d’interesse per mostraci come abbocchiamo ai messaggi pubblicitari e come il ripetere falsità le renda prima credibili e poi vere. Ma lo ha fatto come lo può fare solo chi nasce dal ventre dell’umanità, da chi ci guarda con l’affetto sornione di un padre che ride delle imprudenze incoscienti di un lattante ai primi passi nel mondo. Era nato in Kenya, alla frontiera con Uganda e Ruanda, su una sponda del lago Vittoria: veniva dalla culla dell’umanità, sorgente dei flussi migratori di homo sapiens che hanno popolato il pianeta.

   

Nella prefazione di “Innovations and its enemies”, Calestous Juma ringrazia per le discussioni avute un numero sterminato di persone del più alto e autorevole livello scientifico mondiale: sembra abbia parlato in profondità con tutti gli intellettuali e gli scienziati più prestigiosi suoi contemporanei. Il rettore della sua Università dice di lui che quando si sentiva nei cortili una risata clamorosa e irrefrenabile si poteva star certi che c’era Calestous Juma nei paraggi. Il suo sorriso dolce e saggio resta la miglior risposta a un mondo di egoismi, di diffidenze e di meschinità. A un mondo dove qualcuno pensa per decreto di poter cancellare la frase “basato sull’evidenza scientifica”. La risata dei tanti Calestous Juma li sommergerà.

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