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Nel secolo dei moralisti ha una morale anche l'ambiguità

“È amator di pace chi dissimula... tollerando, tacendo, aspettando”, scriveva nel Seicento un fine letterato napoletano, riscoperto poi da Croce. La Spagna, i gesuiti e l'arte di sgusciar via come virtù dell'uomo prudente

20 Settembre 2017 alle 14:17

Nel secolo dei moralisti ha una morale anche l'ambiguità

Lovis Corinth, "La maschera nera", 1908 (Kassel, Staatliche Museen)

Affermo dunque che ‘l mio fine è stato di trattar che ‘l viver cauto ben s’accompagna con la purità dell’animo, ed è più che cieco chi pensa che prender diletto della Terra s’abbia d’abbandonar il Cielo. Non è vera prudenzia quella che non è innocente, e la pompa degli uomini alieni dalla giustizia e dalla verità non può durare (…). Così è amator di pace chi dissimula con l’onesto fine che dico, tollerando, tacendo, aspettando, e, mentre si va rendendo...

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