L'insopportabile ipocrisia di quelli che “al Family Day sono tutti ipocriti!”

Manuel Peruzzo
Littizzetto, Efe Bal e l’ineffabile Travaglio. Si può essere a favore del matrimonio gay, e d’accordo con David Cameron. Ma perché accusare chi la pensa diversamente di essere “politici sposati, divorziati, risposati e frequentatori di prostitute che dicono com’è bella la famiglia tradizionale”?

“Nulla di più pernicioso dell’uomo che agisce bene e pensa male. Il contrario o il simmetrico dell’ipocrita è molto temibile”. Paul Valéry non si riferiva certo al dibattito sul Family Day ma pare descriverlo perfettamente nei suoi aspetti peggiori. Lo scorso anno il Direttore di questo giornale ricordava che smettere di vietare il matrimonio gay non è solo sensato, è una battaglia di destra. Per farlo citava il famoso passaggio di David Cameron sulle nozze gay: “I conservatori credono nei legami, che la società sia più forte quando c’impegniamo a vicenda e ci sosteniamo l’un l’altro, e quindi io non appoggio il matrimonio gay a dispetto del mio essere conservatore: lo faccio proprio perché sono un conservatore”. In Italia sui diritti civili sono diventati tutti inglesi, ma nel senso degli automobilisti: la gara è a chi supera più a destra.

 

Luciana Littizzetto lo scorso weekend ha raccolto ampi consensi con una definizione: “Il Family Day è un ritrovo di persone all’aperto in cui preti, leader politici sposati, divorziati, risposati e frequentatori di prostitute dicono com’è bella la famiglia tradizionale”. Subito Fazio le ha corretto il tiro, rassicurandoci: “Eh, è un paradosso, i comici usano i paradossi”. Si scherzava, non stava mica dicendoci che l’avversario politico si macchia del reato peggiore: l’ipocrisia. Era solo una battuta. Però Littizzetto ha subito insistito: “E’ dal 1986 che si rimanda la decisione. Berlusconi era ancora vergine, forse non ancora maggiorenne: Anzi scusate, forse erano le sue amiche a essere ancora minorenni”. Per carità, quando una battuta funziona ha licenza d’uccidere, però qui sembra abbia più licenza di moralismo (sembra la pm del processo a Tarantini a Un giorno in pretura, quella che sottolinea l’età delle ragazze, “neanche una quarantenne”. Quindi certamente colpevoli).

 

Efe Bal, trans e prostituta, in un’intervista al Tempo insinua: “Ci sono dei politici che si stanno battendo, in questi giorni, per la famiglia tradizionale e poi vengono da me”. Al di là del fatto che quando paghi per la prestazione paghi per due cose: mandarti via una volta concluso e mantenere la parte fino alla fine, uno ora non può neppure incontrare una prostituta senza che lo si promuova in televisione o per radio. Da quando siamo diventati la Svezia? “Questa settimana vorrei andare al FD per manifestare contro quelli che lo faranno il FD, a dirgli ìipocriti’ o qualcosa del genere. Ma non credo che lo farò, perché si terrà al Circo Massimo e non avrei un albero dove arrampicarmi per farmi sentire”.

 

Il più a destra, al solito, è Marco Travaglio, che in un editoriale sul Fatto descrive Bobo Maroni come “uno che sulla famiglia tradizionale non transige. Ancora incerta al suo fianco la presenza dell’avvenente portavoce Isabella Votino, dopo le scenate di gelosia intercettate dalla Procura di Milano per il di lui feeling con le avvenenti Maria Grazia Paturzo e Mara Carluccio, ingaggiate dalla Regione o da società collegate e scarrozzate fino a Tokyo”, e prosegue passando in rassegna tutti i casi di divorziati, famiglie allargate, convivenze caste, presunti clienti di prostitute. Alludendo a documenti processuali, per non farsi mancare nulla.

 

[**Video_box_2**]Prima di tutto essere ipocriti non è affatto in contraddizione con degli ideali politici: posso perfettamente credere che un modello di società sia il migliore (fintanto di negare certi diritti) pur non essendone rappresentante virtuoso (altrimenti le piazze sarebbero vuote). Ma ben più grave è rinfacciare ai divorziati, ai fedifraghi, ai non propriamente etero o autenticamente cattolici, e persino ai clienti delle prostitute di voler mantenere il discrimine, e di essere moralmente incompatibili con ciò che difendono pubblicamente. Atteggiamento più bigotto e repressivo della destra interpretata da Adinolfi (il quale ha tutto il diritto di sposarsi a Las Vegas in pigiama, senza disturbare nessuno). L'autentico atteggiamento liberale è diverso da questa vaga retorica del “sono meglio di te” di chi si sente attaccato. Atteggiamento ancor più incomprensibile se teniamo conto del fatto che il matrimonio omo realizza il grande sogno etero: unire il libertinismo sessuale all’ipocrisia borghese (le coppie aperte non si tradiscono, si organizzano la serata). Se l’ambizione è aumentare i confini legislativi scacciando la morale cattolica dalla camera da letto, non si capisce perché dovremmo renderci peggiori di un ipocrita e pensare male di tutti. Per quanto sia difficile occorre uno sforzo. Se è vero che i governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini, dobbiamo iniziare a esserlo un po’ di più.

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