Com'è umano, lei

Redazione
Un feto in copertina. Se lo avesse fatto una rivista conservatrice, qualche trombone di destra, l’avrebbero ignorato o denigrato in quanto “nemico delle donne”. Ma visto che è stato il settimanale liberal americano Newsweek alcuni liberal e certe femministe hanno dato di matto: “Sembra un bimbo”.

Se lo avesse fatto una rivista conservatrice, qualche trombone di destra, l’avrebbero ignorato o denigrato in quanto “nemico delle donne”. Ma visto che è stato il settimanale liberal americano Newsweek a pubblicare sulla copertina dell’ultimo numero la fotografia di un feto, sotto al titolo di “Le guerre americane sull’aborto”, alcuni liberal e certe femministe hanno dato di matto.

 

L’articolo contenuto all’interno ovviamente strizza l’occhio al mondo pro choice e descrive la battaglia in atto tra abortisti e anti abortisti indicando una possibile strada su come uscirne (sostenere economicamente le gravidanze delle donne indigenti). Ma per la rivista The Nation e per la giornalista Sandy Doyle della rivista Elle, quella foto in copertina è “scioccante” perché il feto riprodotto è ”troppo simile a un bambino”. La giornalista insinua che si tratti di una immagine creata al computer perché, dice, non le risulta che i feti dopoché settimane siano “così carini” e “così simili a un bambino vero”. Newsweek allora andrebbe censurata per “il tentativo di impressionare le donne che vogliono abortire”. La giornalista di Elle propone a Newsweek di mettere in copertina una donna, anziché il suo bambino, come se i due esistessero a prescindere l’uno dall’altra.

 

Katha Pollitt su The Nation, magazine bandiera del progressismo americano, accusa invece Newsweek di sdoganare le ragioni dei pro life. Quel feto, sbattuto nella cover di un grande settimanale, svela il grande inganno e la cultura dell’illusione che soggiaciono a un certo mondo liberal, che vuole nascondere le cose, non nominarle per meglio occultarle, cancellarne il volto per meglio mistificarlo. Anche per questo hanno a lungo compiuto battaglie di ostracismo contro gli studi sul dolore del feto: perché quel piccolo volto all’ultrasuoni, magnificamente pubblicato da Newsweek, non doveva avere voce e volto nel dibattito sull’aborto.

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