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E' mio padre

Lo conosco. Lo conosco davvero. E' mio padre. Lo osservo di sguincio, camminiamo insieme, io lui e i nostri tre vecchi cani. Ne ripercorro il volto segnato con sguardi veloci che non lo imbarazzino, che sorvolino rapidi come una carezza di vento le rughe, le pieghe stanche, gli occhi cosi' neri e profondi che il lago ci si specchia dentro, come un miracolo che ogni giorno si rinnova.

19 Aprile 2010 alle 10:20

Lo conosco. Lo conosco davvero. E' mio padre. Lo osservo di sguincio, camminiamo insieme, io lui e i nostri tre vecchi cani. Ne ripercorro il volto segnato con sguardi veloci che non lo imbarazzino, che sorvolino rapidi come una carezza di vento le rughe, le pieghe stanche, gli occhi cosi' neri e profondi che il lago ci si specchia dentro, come un miracolo che ogni giorno si rinnova. Ne sbircio la figura ancora agile, soppeso la camminata ancora veloce, ma non più spavalda. No, quella non c''è più. Non c'è più la sicurezza del domani vivo come l'oggi. Anche i cani sono vecchi e tremebondi: vedono predatori dietro ogni cespuglio e persino pisciare ora li intimidisce. Lui raccoglie sassi, cincischia il cappello verde, raccoglie di nuovo sassi e si riempie le tasche: non sia mai che il peso sia solo sul cuore. Vorrei aiutarti a portarlo quel peso, vorrei svuotarti le tasche dei sassi e rimetterci i sogni, ma la vita è più forte dei miei desideri. Basta guardare i nostri vecchi cani.
 

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