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Cose mai liste/1 - Lo spopolamento programmato della Basilicata

A scorrere i nomi dei probabili candidati alle prossime elezioni regionali si scopre che tutti i vecchi consiglieri saranno ricandidati. Dal Presidente all’ultimo consigliere di opposizione (si fa per dire). Tutti. Perché ci sono ottime probabilità che siano rieletti. 
E allora, gente di Basilicata non lamentarti. Gioisci.

12 Marzo 2010 alle 13:15

A scorrere i nomi dei probabili candidati alle prossime elezioni regionali si scopre che tutti i vecchi consiglieri saranno ricandidati. Dal Presidente all’ultimo consigliere di opposizione (si fa per dire). Tutti. Perché ci sono ottime probabilità che siano rieletti. 
E allora, gente di Basilicata non lamentarti. Gioisci. Vuol dire che qui le cose vanno bene. Non c’è bisogno di cambiare niente: né gli uomini né il programma. Un programma che prevede lo spopolamento della Basilicata con l’espulsione delle forze attive e il consolidamento del potere dei professionisti della politica. 
Questa è una regione che ogni anno perde 1000 – 2000 giovani, che non vengono tutti registrati dalle statistiche in quanto molti di loro rimangono formalmente residenti in loco. Mantengono un legame con la famiglia e la terra natia che continuano a finanziare con le addizionali Irpef e auto. Sparsi in Italia e nel mondo si distinguono per onestà, sobrietà e capacità. Ma non vengono più a votare. Perché dovrebbero? Loro sono liberi. Non sono collusi con questo diabolico sistema. Non lo vogliono sostenere e si astengono. Così facendo, però, abbassano la percentuale dei votanti e consentono alla massa dei beneficiati (35-40% della popolazione) di diventare maggioranza e perpetuare un sistema cieco e sordo che disamministra la Regione da vari lustri. Questo è lo spopolamento programmato. Che prima emargina e poi espelle quelli che non si allineano. C’è pure chi tenta di avviare qualche attività in loco ma si rende conto che se non si affilia a una cosca troverà solo ostacoli da una burocrazia organica al sistema. E, se fa in tempo, scappa prima di diventare un fallito. Una burocrazia lenta ma rigorosa che poi diventa velocissima e permissiva con gli affiliati. La legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica. In alcuni casi il ricatto è esplicito: o ti adegui o non lavori.
Il sistema è infernale e non se ne esce: più gente se ne va più il sistema va a regime. La regione è tranquilla. Non c’è risposta violenta (né indagini o intercettazioni) agli atti di malgoverno che si registrano quotidianamente nell’amministrazione di Regione Province Comuni ed Enti vari occupati militarmente dai manager della politica. I quali ormai non hanno più bisogno di fare costose campagne elettorali e sfiancarsi in estenuanti tour fra sezioni (che non ci sono) e palchi. Si muovono in anticipo fra pseudo-convegni, inaugurazioni, commemorazioni e festeggiamenti vari che vengono da loro stessi, con i nostri soldi e con i loro uomini di fiducia, promossi patrocinati e finanziati. L’opposizione è finta. La spartizione codificata. La spartizione del malloppo di una regione con molte entrate e pochi abitanti. Un malloppo che sarà ancora più interessante perché nella prossima legislatura ai normali fondi per i trasporti, sanità, rifiuti, petrolio, acqua, infrastrutture, istruzione, formazione e chi più ne ha ne metta, si aggiungeranno quelli (enormi) delle energie cosiddette alternative. Già in questa legislatura si sono gettate le basi per il grande business e qualche spicciolo come acconto ha cominciato a girare. Ma il grosso deve venire nella prossima e chi si è impegnato aspetta il saldo. Un imbroglio colossale! In questi giorni a Milano alla borsa internazionale del turismo si va a promuovere la Basilicata incontaminata mentre a Potenza si vara un Piano Energetico che, con centrali discariche pale e pannelli, trasformerà la Regione in un grande immondezzaio. Pura follia. 
Lo scenario che si presenta, dunque, a parte qualche scheggia impazzita (Allam, Somma, ..), è quello di sempre: i soliti noti hanno chiuso gli accordi. I giochi sono fatti. Le poltrone, le sedie e gli strapuntini sono assegnati. Vincono sempre gli stessi. Applicano il famigerato articolo quinto: chi ha il potere ha vinto! Le elezioni sono una formalità. Chi ha vinto si sa già.

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