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E' Natale

Sembra quasi crudele come il tempo mangi le giornate con una voracità
 che lascia così spaesati. Tra qualche giorno è un altro Natale, così presto, sì, come
 sempre, anzi prima, cascano addosso queste ricorrenze inevitabili che ti
fanno pensare a come tutto corra  troppo e sia quasi impossibile stargli 
dietro.

8 Dicembre 2009 alle 11:23

Sembra quasi crudele come il tempo mangi le giornate con una voracità 
che lascia così spaesati. Tra qualche giorno è un altro Natale, così presto, sì, come 
sempre, anzi prima, cascano addosso queste ricorrenze inevitabili che ti
fanno pensare a come tutto corra  troppo e sia quasi impossibile stargli 
dietro. Sono già qui questi giorni di festa, testimonianza iperbolica del 
nostro  "benessere", di una società opulenta dove in realtà i più boccheggiano
 e diventano sempre e ancor più poveri. E' arrivato il mese più atteso dell'anno,
quello in cui ci si attacca disperatamente alle vetrine dei negozi e chi
 può ci entra pure, per comprare un po' di gioia ai prezzi immorali delle
 camicie stropicciate, per comprare profumi e balsami che ci facciano sentire
 meglio e ci distendano almeno un po'. Cerchiamo, con il freddo in queste
 giornate senza sole, abbronzature artificiali in grado di colmare, fin che
 durano, enormi vuoti reali, buchi d'identità, di personalità soffocate dal
 caldo asfissiante delle palestre dove si inseguono modelli idioti e irraggiungibili.



Giorni di strade piene di luminarie, vie che saranno sempre grigie perché
 d'asfalto, perché costruite per le macchine e non per noi, che rimangono 
tristi anche se agghindate di luci e scritte luminose, che cercano di regalare 
almeno tepore, in attesa di una  tredicesima che ci scaldi davvero un po'.
 Giorni di luci, lustrini e botti per dare l'addio al vecchio anno e ciò
che muore con lui, per sperarne uno migliore, aiutati dal calendario a mettere 
un punto che ci riesce quasi impossibile mettere nella vita. Approfittiamo del Natale, sembra fatto apposta,
 per pulire con un'offerta, dopo tutto ci costa poco, coscienze traballanti
 di sensi di colpa, di chi non riesce a fregarsene del tutto del resto dell'umanità, 
di quella parte del mondo che muore di fame e indifferenza per il resto 
dell'anno. 
Auguro a tutti un buon Natale, un Natale in cui si pensi di più agli altri
e non solo a chi ci sta intimamente vicino. La felicità  una direzione,
 non un luogo. Sembra che oggi la si cerchi invano fra gli scaffali di un 
centro commerciale. Credo sia più facile trovarla in un gesto, magari inaspettato, di generosità.

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