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Una cronachetta molto locale, ovvero casalinga

Saluto mia moglie ed i miei figli. Ciao amore, com’è andata? Non mi hanno pagata nemmeno oggi, mi risponde con aria rassegnata.

12 Novembre 2009 alle 10:45

Una sera di una normale giornata feriale torno a casa dal lavoro e prima di varcare quella porta ho già  involontariamente programmato nei miei pensieri tutto quello che accadrà. Saluto mia moglie ed i miei figli. Ciao amore, com’è andata? Non mi hanno pagata nemmeno oggi, mi risponde con aria rassegnata.  Mio figlio tredicenne, troppo occupato a suonare le canzoni di De Andrè e senza alzare la testa dallo spartito mi saluto con un flebile “ciao”. Com’è andata oggi, Simo ? Male. E perché ? Perché c’è la scuola. Meno male che ci pensa lei, mia figlia diciottenne, a portare un po’ di speranza.. E’ una ragazza solare, innamorata della vita e sempre sorridente. Papà, oggi siamo andati a vedere la mostra Scapigliatura a Palazzo Reale.  Posso ripeterti Hegel.  Papà ho preso otto in fisica, nove in……! E’ un fiume in piena. Mi commuove vedere come si appassiona alle cose.
Ci mettiamo a tavola e chiedo a mia figlia se cortesemente mi può evitare   Hegel o Kant  durante la cena. Lei obbedisce, ma lui il piccolo “ribelle” non ci sta. “In questa casa non c’è la libertà di dire quello che si vuole.” Ho appena ingoiato quell’ottimo raviolo ripieno che già vorrebbe tornare da dove è entrato. Incrocio gli occhi di mia moglie e da quello sguardo capisco quello che mi vuole dire: “ cerca di stare calmo e ricordati che i piatti ci servono”.  Va bene, Simone, per te esiste solo De Andrè. Tutto il resto per te non conta, ma perché ti piace così tanto ?
Perché lui è come me. Lui esprime attraverso le sue poesie quello che io sento dentro. Esprime la tristezza, la nostalgia e l’imperfezione dell’uomo. Ok, intervengo io, ma c’è qualcuno che ci ha salvato dalle nostre imperfezioni . Noi siamo fatti per la perfezione, per la felicità, per l’eternità. Questo qualcuno si chiama Gesù di Nazareth, il figlio di Dio. Ecco, è questo il punto, mi replica, Gesù è perfetto e io non potrò mai essere come lui e poi non riesco ad innamorarmi di una persona che non vedo. Il dialogo si anima e si prolunga. Mi è passata la fame. Vado in sala, mi accendo una sigaretta e penso a quanto deve soffrire il mio ragazzo. Lui mi raggiunge e mi dice. Vuoi sentire “preghiera in gennaio” ? L’ha dedicata a Tenco. “Dio di misericordia il tuo bel paradiso l’hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso…” E per spiegarmi la questione dell’imperfezione mi fa ascoltare “Il testamento di Tito”.
Sono innamorato di questo mio ragazzo. Mi commuove la sua sensibilità. Spero e prego che presto possa incontrare qualcuno in carne e ossa che darà pace al suo cuore inquieto. Sant’Agostino ha incontrato Sant’Ambrogio grazie anche alle preghiere della madre Santa Monica e così ha potuto dire: “Ci hai fatti per te Signore e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.”

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