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Progresso

Nella storia dell’umanità sono stati necessari milioni di anni per passare dai graffiti sulle pareti delle caverne alla prima rudimentale scrittura, altre migliaia di anni per inventare la stampa.

4 Novembre 2009 alle 12:42

Nella storia dell’umanità sono stati necessari milioni di anni per passare dai graffiti sulle pareti delle caverne alla prima rudimentale scrittura, altre migliaia di anni per inventare la stampa, tre secoli per passare dalla stampa a caratteri mobili alla litografia, un altro centinaio di anni per arrivare alla rotativa, sessant’anni per utilizzare il primo computer, che non era certo piccolo come quelli moderni, ma occupava un’intera stanza.
 
Trent’anni più tardi nascevano i primi personal computer,
oggi i palmari sono diventati tascabili, si telefona, si mandano e si ricevono email in movimento... Eppure lo scetticismo davanti alle nuove scoperte rimane e sembra faccia parte del nostro Dna. Platone, quattrocento anni prima di Cristo, osteggiava la diffusione della scrittura, in quanto riteneva che avrebbe impedito di tramandare oralmente le grandi opere e avrebbe messo in grado chiunque di interpretare un testo senza ausilio di maestri. E oggi noi, duemilaquattrocento anni dopo, siamo sospettosi come il grande filosofo greco.
 
Cambiamenti epocali che una volta richiedevano secoli o millenni
ora avvengono nel giro di pochi anni e l’accelerazione delle scoperte rende obsolete le tecnologie. Basta guardare televisioni, telefonini e soprattutto computer: li compri oggi e nel giro di pochi anni - se non mesi - sono già superati.
 
Cambiano le tecnologie ma allo stesso tempo anche l’uomo
: il padre cinquantenne è reputato superato, e mentre fino a poche decine d’anni fa erano i genitori a trasmettere alle nuove generazioni valori morali e conoscenze, oggi i ruoli si sono invertiti. Ieri il padre contadino mandava il figlio a scuola per poter leggere una bolletta o compilare un modulo, oggi il figlio adolescente insegna al padre come inviare un sms o allegare una foto a un’email.

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