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Passo dopo passo

Camminare: la sola pronuncia è già parola distensiva, parisillaba, risuona in altre che hanno lo stesso pregio di acquietare la mente e di esprimere gioia, gusto per la vita. Accompagna il respiro.

15 Ottobre 2009 alle 12:34

Camminare: la sola pronuncia è già parola distensiva, parisillaba, risuona in altre che hanno lo stesso pregio di acquietare la mente e di esprimere gioia, gusto per la vita. Accompagna il respiro.
Camminare ci fa godere di piu' del tempo rubato agli affari (camminare come sosta deambulante distensiva), ci restituisce alla nostra corporeità (camminare come palestra naturale e gratuita), sferza i sensi intorpiditi dalla vita sedentaria, illuminata dal neon, priva di odori che non siano asfissianti (camminare come esperienza emotiva e sentimento di esistere).
Rinunciare ai mezzi quadrupedi di carattere meccanico che tendono ad atrofizzare quanto ha sorretto e condotto nelle parti piu' impervie del pianeta l' intera umanità per millenni: ogni passo può mutare l' evidenza del selciato in una fluida corrente di incontri, imbattendosi per caso in nuovi sguardi, attese d' amore e d' amicizia, spiati i volti alle finestre alzando lo sguardo.
Chi sceglie oggi di camminare piuttosto che ricorrere ad altri mezzi di trasporto forse non sa di porsi nella traccia di una tradizione religiosa, di un antico modo di intendere e interpretare l' esistenza ed il rapporto con il divino.
Camminando si avverte che il respiro cambia, i muscoli riprendono vita, si impara a notare ciò che lungo lo stesso tragitto percorso in altro modo non si riusciva a cogliere, alzando gli occhi al cielo inseguendone i movimenti, rasentando i muri, attraversando un giardino.
Camminare non è correre, non è competere non è gareggiare, ma assecondare un bisogno di rallentamento, di pacatezza, di riduzione di ogni frenesia

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