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Uno psicologo di quartiere

Panico da crisi economica? Depressione da licenziamento? Non vi preoccupate: dal 10 di ottobre tutto potrebbe essere risolto andando in farmacia e prenotando una seduta dal vostro “amichevole psicologo di quartiere”.

6 Ottobre 2009 alle 14:55

Panico da crisi economica? Depressione da licenziamento? Non vi preoccupate: dal 10 di ottobre tutto potrebbe essere risolto andando in farmacia e prenotando una seduta dal vostro “amichevole psicologo di quartiere”.
In un 2009 che ricorda molto gli anni della Grande Depressione americana, Milano corre ai ripari cercando di tutelare da vicino la psiche dei suoi cittadini. Attivando un progetto che in via sperimentale era partito a febbraio nelle farmacie di farmacie di via Pieri-Padova (zona Crescenzago) e di viale Famagosta (zona Barona) e che nei prossimi giorni amplierà il suo raggio d’azione in altri 22 punti strategici della città, con consultazioni anche in inglese, spagnolo e francese.
L’iniziativa, che vede impegnata l’Università Cattolica, attraverso il Laboratorio di Psicologia clinica, e che coinvolge, oltre a AFM, anche Federfarma e l’Ordine degli Psicologi della Lombardia,  mira a promuovere il benessere individuale e collettivo: offrendo a persone di tutte le fasce di reddito, a cominciare dalla periferia, la possibilità di una consulenza psicologica gratuita di base per la soluzione di un problema o l’eventuale invio ai servizi specialistici del territorio.
Un approccio sperimentale che si pone l’obiettivo di: fare prevenzione psicologica, individuare disturbi subclinici o psicopatologici per i quali solitamente non viene richiesto aiuto, offrire una prima consulenza al disagio psicologico, di supporto a problemi familiari (coppia e famiglia) e interventi di sostegno alla genitorialità.
Nelle farmacie di via Pieri-Padova (zona Crescenzago) e di viale Famagosta (zona Barona), ad esempio, gli psicologi hanno lavorato dal 9 febbraio al 30 giugno, per alcune ore settimanali. In circa 5 mesi si sono rivolte al servizio 158 persone per un totale di 516 visite, con una media di 3,2 incontri per persona e una statistica positiva di 78 casi risolti e altrettanti indirizzati presso le strutture sanitarie di competenza.
«Questi dati – commenta l’assessore alla salute di Milano Landi di Chiavenna – sono particolarmente significativi e ci danno un’idea di quanto bisogno ci sia di sostegno psicologico».
Consentendo anche  di realizzare, come sottolinea giustamente Enrico Molinari del Laboratorio di Psicologia clinica dell’Università Cattolica e presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia: «Un modello per una psicologia di prossimità. In linea con le ricerche più recenti nell’ambito della psicologia di interventi mirati brevi per sfatare il mito di un’analisi o trattamento interminabile».

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