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Le classifiche dei libri

E se abolissimo del tutto la pubblicazione delle classifiche dei libri più venduti? Cui prodest? Alle case editrici servono solo per un reciproco sbeffeggiamento.

21 Settembre 2009 alle 10:38

E se abolissimo del tutto la pubblicazione delle classifiche dei libri più venduti? Cui prodest? Alle case editrici servono solo per un reciproco sbeffeggiamento, il mio libro ha venduto più del tuo, che rimanda agli slogan chimico commerciali del tipo "il mio detersivo lava più bianco del tuo". Ma forse proprio perché in discussione è l'inclusione o meno nella redazione delle classifiche delle vendite presso la grande distribuzione, si intende davvero equiparare un libro a una scatola di tonno o a un flacone di bagnoschiuma. Non credo nemmeno la graduatoria possa condizionare le scelte, o meglio, la scelta di quel cospicuo numero di lettori occasionali che stando alle statistiche legge soltanto un libro all'anno.
 
Quanto alla razza in via di estinzione dei cosiddetti forti lettori alla quale mi onoro di appartenere, posso assicurare che la decisione di leggere le decine di libri che ho avuto il piacere di avere tra le mani nel corso del corrente anno non è stata in nessun caso influenzata da alcuna classifica di vendita: indirizzarsi verso un libro anziché verso un altro dipende dal passaparola, da qualche recensione, dall'autore già incontrato in precedenza, dal tema affrontato e non certo dal fatto che faccia bella mostra di sé in cima a una pila di tomi intonsi, sotto un bel grafico con gli svariati zeri delle copie vendute.
 
Ogni giorno sono pubblicati in Italia 145 libri. Ma chi li leggerà, considerato che circa il 55% (30 milioni) della popolazione non ha letto nemmeno un libro nell'ultimo anno? Ritengo che in Italia il problema della scarsa propensione alla lettura sia estremamente preoccupante anche a causa dell'elevato tasso di analfabetismo di ritorno, riscontrabile soprattutto tra gli insegnanti. Dopo gli studi universitari, gran parte di loro non prende più in mano un libro e viene così a mancare lo stimolo alla lettura negli studenti proprio da parte di chi dovrebbe indurlo: infatti solo chi legge può trasmettere agli altri il piacere per la lettura. 

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