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La scuola che accoglie

Sono un’insegnante e nonostante si discuta di precari, di riforma degli esami e di maestri prevalenti, da tempo mi chiedo quale sia la prima e più importante funzione che deve assolvere la scuola.

16 Settembre 2009 alle 09:00

Sono un’insegnante e nonostante si discuta di precari, di riforma degli esami e di maestri prevalenti, da tempo mi chiedo quale sia la prima e più importante funzione che deve assolvere la scuola. Senza dubbio, il suo scopo è formare, oltre che trasmettere sapere, ma il problema resta sempre lo stesso: come formare (quali obiettivi possono essere considerati sufficienti) e con quali fini (civili ed educativi), soprattutto quando insegni in quartieri difficili, ricchi di disagio sociale e di degrado urbanistico e civile. Per molti bambini e ragazzini di questi quartieri, la scuola è una delle poche vere occasione di crescita e di speranza. Se questo è vero, compito fondamentale della scuola è allora quello di saper accogliere il bambino e l’adolescente difficile. Parafrasando Robert Frost, potremmo dire che per noi insegnanti la scuola: “è quel posto dove, quando ci andate, vi accolgono sempre”. Ed è con questo spirito, che all’Istituto Comprensivo “Baracca” dei Quartieri Spagnoli di Napoli si è inaugurato il nuovo anno scolastico, preparando l’accoglienza degli alunni. Particolare, quella organizzata dalla scuola media che nel cortile dell'Istituto ha offerto ai nuovi iscritti e alle loro mamme una semplice colazione con sottofondo di musica, mentre la professoressa Paola Guarino spiegava che scopo fondamentale della scuola è quello di aiutare a crescere il bambino che diventa adolescente e che solo nella collaborazione e nell’impegno comune delle mamme e degli insegnanti i risultati possono essere positivi. I ragazzini sorridevano emozionati, mentre le mamme compite ascoltavano attente: è stato davvero un bel momento per la scuola italiana! 

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