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Homo faber

L’uomo diventa artigiano creando il primo utensile, una pietra  scheggiata che diventa un coltello.

15 Settembre 2009 alle 15:03

L’uomo diventa artigiano creando il primo utensile, una pietra  scheggiata che diventa un coltello. Si distingue dall’ animale per aver  il pollice opponibile, che gli permette di usarlo per afferrare e  manipolare gli oggetti. La manualità è peculiarità dell’uomo, che  infatti è u-mano. Il padre di Gesù, sintesi perfetta tra divino e  umano, è un artigiano. La maestria non dipende solo dalla manualità, ma richiede anche una  base di conoscenze, oltre all’ esercizio e all’ esperienza. Non a caso  “afferrare una cosa” significa sia la presa della mano che la  comprensione cerebrale. Molti scienziati diventano artigiani perché dovevano costruirsi i propri strumenti: se a ciò si univa un certo senso estetico ecco che abbiamo i grandi maestri italiani, dalla scultura ai gioielli, dalla pittura alla liuteria. Oggi l’artigiano può essere visto come l’ archetipo del lavoro contemporaneo: i greci  definivano gli artigiani “demiourgos”, coloro cioè che producono lavori  in maniera collettiva, proprio come i moderni processi produttivi, come  l’open source, resi possibili dalle nuove tecnologie digitali.  All’inizio del 900 la burocratizzazione delle attività economiche  aveva indotto a temere la perdita della libertà individuale, per cui si  determinò una rivalutazione del lavoro manuale, visto come antidoto al  senso di irrealtà e scarsa autonomia generate  dalla vita d’ufficio. Si provocò così una profonda scissione nel mondo del lavoro delle fabbriche tra i colletti blu, destinati alla ripetitività della catena  di montaggio, e i colletti bianchi, con i secondi destinati a godere di  maggior considerazione sociale rispetto ai secondi. E se la causa di crisi e recessione che stanno attanagliando la nostra società non sia ascrivibile a strane congiunture economiche ma  semplicemente alla scomparsa della manualità dalla vita quotidiana? L’uso delle mani sta scomparendo, non si infila più la chiave per aprire  l’ automobile, tutto si comanda con un pulsante, dall’ apertura/chiusura dei finestrini al garage, molte azioni quotidiane sono  demandati ad aggeggi che si rompono facilmente e si devono sostituire.  Non esiste più l’homo faber, tutti gli operatori economici sono in  doppio petto e incravattati, non si vedono più tute di lavoro e  grembiuli, è scomparso colui che produce. Viviamo quotidianamente in un mondo di oggetti rispetto ai quali  siamo passivi e dipendenti, perché non li capiamo e non li conosciamo,  o forse perché sono progettati proprio per non essere compresi.  Non si può piantare un chiodo in Internet.
 

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