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Andiamocene tutti a Santo Domingo

Passando verso le sette di mattina ma anche prima, dalla Via E. Albanese, per intenderci la via dell’Ucciardone, dove le famiglie dei carcerati ogni giorno e con qualsiasi tempo, aspettano il loro turno per visitare i parenti che vi sono reclusi, vi accorgerete di chi facendosi largo tra una discreta folla va ad annotare, ma succede anche che si faccia aiutare a scriverlo per problemi alla vista e non solo, il proprio nome su un foglio affisso in maniera provvisoria ad un portone ancora chiuso, situato a qualche decina di metri dal carcere.

9 Settembre 2009 alle 10:15

Passando verso le sette di mattina ma anche prima, dalla Via E. Albanese, per intenderci la via dell’Ucciardone, dove le famiglie dei carcerati ogni giorno e con qualsiasi tempo, aspettano il loro turno per visitare i parenti che vi sono reclusi, vi accorgerete di chi facendosi largo tra una discreta folla va ad annotare, ma succede anche che si faccia aiutare a scriverlo per problemi alla vista e non solo, il proprio nome su un foglio affisso in maniera provvisoria ad un portone ancora chiuso, situato a qualche decina di metri dal carcere.  Nella stessa strada da qualche tempo è stato inaugurato l’Ucciardhome, un albergo a quattro stelle con tutti i conforts, che da questa fortezza divenuta prigione borbonica, prende con ironia, quasi lo stesso nome. E’ da questo antico e restaurato portone di legno che si accede, oltre che da un altro ingresso in Via V. Orsini, appena svoltato l’angolo ad uso esclusivo dei dipendenti, alla Serit Sicilia, Agenzia per la riscossione dei tributi, che alcuni anni orsono faceva capo ai fratelli Salvo.
Oggi è gestita dalla Montepaschi di Siena e in toscana, in maremma per l’esattezza, ci ho vissuto vent’anni; vi garantisco che la della mafia non c’è nemmeno l’ombra, al più un po’ di delinquenza molto disorganizzata. Di quel nefasto periodo, anche per limiti di età sopragiunti, non credo ci lavori più nessuno. All’ora di apertura, circa le otto e trenta, seguendo l’ordine della lista che si crea ogni mattina per mano del primo arrivato, due o trecento persone, ordinatamente e pochi alla volta, accedono sommessamente all’interno, prendendo da un apposito distributore, un tagliando numerato e contrassegnato da lettere dell’alfabeto secondo l’ufficio cui si dovranno recare. Una guardia giurata, molto gentile e che sa rispondere a tutto, anche a come si fanno le panelle, lo sfincione o le arancine al burro, aiuta tutti nella scelta del turno da seguire in uno spazio molto luminoso ampio e accogliente, ricavato tra le due palazzine d’epoca di due e tre piani. La copertura di questo luogo d’attesa è realizzata con una moderna struttura in acciaio e policarbonato, materiale trasparente, ideale allo scopo per la sua leggerezza e luminosità. I bagni sono sempre puliti compreso uno per i disabili e ralativa passerella, non mancano panche sulle quali stare seduti comodamente anche per tre, quattro ore;  ci sono distributori automatici di bevande, caffè e merendine.
Non fosse che ci si vanno a pagare le tasse maggiorate da more ed interessi che le moltiplicano anche per tre o quattro volte, sarebbe un bellissimo posto, fresco d’estate e caldo d’inverno dove trascorrere un po’ del proprio tempo inutile incontrando gli amici e facendo nuove conoscenze. Qui alla Serit è anche meglio di Facebook , si è tutti accomunati da problemi simili e ognuno racconta le proprie disavventure fiscali; ce ne sono di veramente straordinarie che a passarci una settimana si potrebbe scrivere una commedia tragicomica con diversi personaggi.  Verrebbe da fondare sul social network appena citato, un gruppo dedicato a coloro a cui piace pagare le tasse “a prescindere”, in onore di Padoa Schioppa.  Si può anche leggere un libro stando comodamente seduti o il pur sempre amato, Giornale di Sicilia che di lunedì è dedicato quasi completamente alle vicende calcistiche della grande squadra del Palermo in serie A,  altro che notizie di crisi globale. C’é la signora pensionata accompagnata dalla nuora e dal nipotino con il biberon, il professionista con la tipica borsa, l’artigiano, l’insegnante precario, un barista, il meccanico a cui porti l’auto a riparare, i giovani sposi , un compagno di scuola che non vedi dagli anni del liceo, insomma un popolo variegato e di tutte le estrazioni sociali con alta predominanza delle classi più povere e meno istruite, si capisce sia dal linguaggio che dall’abbigliamento. Questa gente, direbbe Schioppa, non ha potuto essere felice di pagare per tempo le proprie tasse, soltanto perché lo ha dimenticato o non aveva i soldi per farlo. Come potrebbe, non pagando le tasse, la nostra beneamata città essere sempre pulita senza immondizia e priva di buche nelle strade, con l’ospedale che ti da tutte le informazioni per telefono subito subito, gli uffici pubblici sempre a disposizione dei cittadini con impiegati gentili a tua disposizione senza nemmeno essere raccomandati e tante altre cose belle così?
Va beh ma i soldi prima o poi si trovano, è la salute più importante, lo abbiamo sempre detto. L’unica differenza è che Dio perdona ma la Serit no, si guarda bene dal farlo, la propria missione è recuperare i crediti degli altri enti, sempre “a prescindere”  e se salti due rate consecutive, ti mandano a casa i Rottweiler, oh scusate, volevo dire due gentilissimi ufficiali giudiziari in giacca cravatta o tailleur e sono veramente c….i amari,  “a prescindere”  dalla cordialità di chi comunque svolge il proprio lavoro. Prima però hai la possibilità di pagare tutto il debito residuo, compresi gli interessi e la spese a suo tempo calcolati, in unica soluzione; meglio di così!
Però di questo sei avvisato, è scritto sin da subito chiaro negli avvisi di riscossione. Può talvolta accaderti di stare ad aspettare una mattinata con una cartella di pagamento della Tarsu e nell'altra mano  le ricevute che risultano non pagate, per sentirsi dire che c’è stato un errore e così vai via “scontento” per non averle potute pagare nuovamente, ma hai trascorso una mezza giornata in allegra compagnia di pagatori di tasse recidivi, che ogni tanto alzano disperati un po’ la voce, ma poi tutto ritorna alla normalità. Insomma è un luogo dove tutti dovremmo essere contenti perché se vuoi pagare un po’ di più, basta chiedere la rateazione anche a 48, 60 o 72 mesi. E’ come essere coccolati da una grande finanziaria, di quelle che desiderano per la tua felicità, farti acquistare una nuova fiammante auto di grossa cilindrata o che ti invogliano a  regalare con comode rate una bella crociera di lusso nel Mar dei Caraibi a tua moglie oppure all’amante.
Ma la Serit potrebbe somigliare anche ad una  grande catena di elettrodomestici, puoi pagare in comodissime e piccolissime rate; la differenza è che acquistando l’agognato 42 pollici per vedere tutte le partite della tua squadra del cuore in diretta, interessi non ne paghi e di solito cominci a versare la prima rata dopo sei mesi, mentre alla Serit per farti essere più contento, come diceva Schioppa, ti appioppano interessi difficilmente calcolabili perché ci sono spese a destra a sinistra, sopra e sotto, ma ti hanno fatto il gran favore, e che se ne dica male, non sono così insensibili soprattutto a questa crisi. Se andate sul sito http://www.mpserit.it/pagina.aspx?pg=18 vedrete che ci hanno preso tutti a cuore, offrono a chi ha molti debiti da pagare tra tasse, inps, inail , multe per divieto di sosta, ecc, comode rate, talmente ma talmente piccole che verrebbe da baciarsi tutti gli impiegati, maschi e femmine, ecludendo la mezzora di pausa tra una seduta di computer e l’altra perché non si sa dove vadano a finire;  come sapete il video del computer danneggia la vista e lo stress può causare danni anche permanenti, superate le due ore bisogna fare per mezz’ora un altro lavoro lontano, ma molto molto lontano dal terminale. Bellissimo! E poi dicono che non vengono rispettate le leggi sulla sicurezza nel lavoro negli uffici. Ragazzi la Serit è come una grande mamma , buona ma così buona!! Noi siamo i cattivi, ma ci viene sempre offerta una possibilità. Evviva l’Agenzia di Riscossione Tributi, voglio di nuovo Padoa Schioppa, è anche più bello pagare le tasse raddoppiate o triplicate, dovete solo dimenticarle o ritardare a pagare per qualche mese, poi a farvi contenti ci pensano loro.  


P.S.
Un consiglio stavolta serio e disinteressato: fatevi prima fare un piano d’ammortamento e calcolate quanto vi viene a costare la bontà della Serit, perché per quanto anche le banche non scherzano, vi conviene fare un mutuo.
Altro consiglio non andate dagli strozzini e non entrate nel giro vorticoso dei gratta e vinci o del superenalotto, e nemmeno delle macchinette mangiasoldi. Restate con i piedi per terra, nella peggiore delle ipotesi scappate da questo paese, almeno per i prossimi dieci anni, direbbe un mio vecchio ma lungimirante amico, andatevene a Santo Domingo.
 

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