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Lega contro Pd, scontro sul libro Cuore a Seriate

Ai leghisti piace confondere le idee agli avversari. E salire sul ring, anche quando le botte, si fa per dire, le prendono loro. Così è successo a Seriate, nella cittadina cresciuta a ridosso di Bergamo, dove il sindaco, per stimolare la cittadinanza alla lettura dei classici, ha  organizzato venerdì scorso un match letterario.

8 Settembre 2009 alle 14:50

Ai leghisti piace confondere le idee agli avversari. E salire sul ring, anche quando le botte, si fa per dire, le prendono loro. Così è successo a Seriate, nella cittadina cresciuta a ridosso di Bergamo, dove il sindaco, per stimolare la cittadinanza alla lettura dei classici, ha  organizzato venerdì scorso un match letterario e ha messo sotto processo un classico della letteratura post-risorgimentale: Cuore, di Edmondo De Amicis. Silvana Saita Santisi, leghista di estrazione cattolica arrivata al secondo mandato, si è presentata venerdì scorso alla biblioteca comunale vestita di rosso come un toro per irritare il suo avversario: Carlo Dal Lago, un brillante ex maestro in pensione, un sincero democratico che simpatizza per il Pd. Entrambi con guanti da boxeur in mano. E, dopo ogni round dedicato allo stile, alla trama, ai personaggi e al messaggio patriottico di Cuore, i cittadini hanno votato, esprimendo con entusiasmo la loro partecipazione popolare. “L’Umberto Eco di noi altri”, così è stato presentato Dal Lago  e “la Thatcher della Padania” sono entrati in sala sulle note della colonna sonora musicale di Rocky. Lo sfidante ha citato i film western di Sergio Leone per dire che era pronto a sparare ad altezza d’uomo, mentre Il sindaco leghista ha usato modi più morbidi, con la cortesia che deve avere la padrona di casa “E’ un testo noioso, privo di fede, basato sulla retorica della disgrazia:  gli allievi sono personaggi artificiosi costruiti per vendere un’immagine di un’ Italia unita che non esisteva allora come non esiste adesso”, ha esordito il sindaco. “E’ un testo coraggioso, costruito con una grande sapienza narrativa, che esprime i valori progressisti di un Italia che si è affrancata dal feudalesimo”, ha replicato lo sfidante. “E’ un testo privo di speranza”,  “No è un affresco storico e sociale, oltre che una palestra di scrittura”. “E’ retorico, apologetico”, ”No,  è una storia universale, edificante”. Sono andati così per due ore, fra fischi, risate, applausi.  Lo sfidante ha usato ogni tipo di arma: video-cilp, colonne sonore, sequenze cinematografiche. E alla fine il sindaco ha concluso: “Cuore è un testo razzista: i ricchi sono descritti con dovizia di dettagli, mentre i poveri meridionali non hanno un nome né un cognome. “E poi nel romanzo sono stati  banditi il natale e la pasqua, De Amicis era un massone privo di fede”.  Alla fine ha vinto per pochi voti il libro Cuore. E anche l’idea del sindaco che una città debba essere gestita come una comunità,  meglio se cristiana.

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