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Amo l'Italia

Ci arrabattiamo per visitare mezzo mondo, ci ricaviamo le vacanze partendo al volo con gli impegni che ci inseguono e la casa lasciata in disordine, corriamo come pazzi per riuscire a conciliare tutto. Andiamo in posti meravigliosi tanto diversi da casa nostra, siamo ansiosi di vedere, di confrontare, di osservare tutto quanto.

20 Agosto 2009 alle 11:04

Ci arrabattiamo per visitare mezzo mondo, ci ricaviamo le vacanze partendo al volo con gli impegni che ci inseguono e la casa lasciata in disordine, corriamo come pazzi per riuscire a conciliare tutto. Andiamo in posti meravigliosi tanto diversi da casa nostra, siamo ansiosi di vedere, di confrontare, di osservare tutto quanto. Viaggiando si imparano molte cose, si ammira quello che è bello, si studiano le usanze degli altri, ci si incuriosisce, magari ti viene voglia, al ritorno, di comprare un bel libro per approfondire. Il ritorno però. Il ritorno ti ricorda che devi ricominciare a trottare, difatti mentre scrivo, un sinistro mucchio di biancheria appollaiato sull’asse da stiro mi chiama con insistenza, ricordandomi che mi devo muovere. Qui sul tavolo, davanti a me, ci sono dei fascicoli che si sentono orfani del mio intervento e mi guardano, lo sento, tutta questa carta mi sta guardando, mi ricorda che sto perdendo tempo. Però devo averli due minuti per dire che il ritorno in patria mi piace sempre. Sento il bisogno di dirlo, non c’è bucato che tenga, amo l’Italia da morire, più vado all’estero, anche nel posto più paradisiaco, perfetto, più son felice quando la rivedo, con tutti i suoi problemi, sempre drammaticamente gli stessi, ma cavolo rimane un posto meraviglioso l’Italia. Le italiche disgrazie, gli intoppi, la burocrazia, conviviamo con i problemi tutto l’anno e ci piace parlar male di noi stessi e del nostro Paese. Che grande errore! Si parlasse meno e si amasse di più la nostra patria, che a guardar bene, è un posto dove non si vive male, paese che vai, problemi che trovi, in realtà. E invece noi giù a parlarci male addosso per compiacere qualche straniero smanioso di sentirsi superiore. Ma allora, come proposito per il dopo ferie, ci impegnamo a non rimanere agli augusti pareri del Guardian (la cui redazione, ne sono convinta, vorrebbe trasferirsi qui, solo per il nostro cibo superlativo), e ad amarlo il Bel Paese, solo così si può pian piano migliorare quello che non ci piace.

P.s. Questo stato di grazia ha un tempo rigorosamente limitato. Si esaurisce alla prima grana.

P.p.s. In ogni caso, anche quando sarò incazzata con l’Italia e gli italiani, non darò mai ragione né al Guardian, né a qualsiasi altro giornale che si sogni di far critiche da fratello maggiore. Tapperei loro la bocca con un pezzo di magnifico percorino sardo, ecco un’idea.

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