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Riunione al caldo

Riunione al Caldo. Ventilatore da soffitto per garantire al Langone un minimo di cristiana sofferenza e fresca Acqua Brillante per mantenere alto il tasso italico in redazione. Collegamento con C. R. da Firenze dove da un po’ si è trasferito. Caldo. Ronzio di ventole, da soffitto e da Computer.

31 Luglio 2009 alle 09:23

Riunione al Caldo. Ventilatore da soffitto per garantire al Langone un minimo di cristiana sofferenza e fresca Acqua Brillante per mantenere alto il tasso italico in redazione.
Collegamento con C. R. da Firenze dove da un po’ si è trasferito.
Caldo. Ronzio di ventole, da soffitto e da Computer.
Sfogliata afosa ai giornali. La situazione è marittima come su un barchino ormeggiato al molo.
Poi l’occhio cade sull’Osservatore Romano e su un Titolo che riguarda l’Allevi. Sì, proprio quello, l’Ultima Nostra Gloria.
Noi qui ci si stupisce della coincidenza: nel Foglio pure si parla di musica.
In Quinta Colonna il Pistolini decreta la fine della Religione Musicale descrivendone la oramai definitiva morte per iperesposizione mediatica concludendo con un tombale “non è più religione (la Musica). E non ha più bisogno di bibbie”.
Un bel quadro senza speranza.
Pensare che il Vate nella Reggenza italiana del Carnaro definiva la Musica  “istituzione religiosa e sociale”.
Ma questi sono tempi andati, come Fiume del resto.
Fine della riflessione triste e ventata di aria fresca, piena di Speranza.
Si legge ora a voce alta, rendendo partecipe tramite moderno interfono anche il nostro collega C. R., l’articolo dell’Osservatore Romano sull’Allevi.
 Qui una leggera pioggerellina unita a carezzevole brezza si spande in redazione.
L’aria si fa leggera e invita al movimento, alla danza.
Assieme a Marcello Filotei (l’autore dell’articolo) noi si pensa al fenomeno Allevi  come “costruito con una cura assoluta” ma la definizione che ci offre poche parole dopo è da inscrivere nei marmi dei Veri Conservatori: “Rappresentazione  Oleografica del Compositore, così come se l'aspetta chi non ha molta consuetudine con le sale da concerto: genio, sregolatezza, aria da  eterno bambino, tutto talento e niente regole, noncuranza per i  guadagni.
È un po' come gli  spaghetti alla bolognese serviti nei ristoranti del centro con le fotografie appese fuori: in realtà non esistono, non propongono un  esempio di antico manicaretto rivisto in chiave industriale, ma  replicano all'infinito la visione di una cucina italiana da cartolina  venduta sui depliant delle agenzie turistiche”.
Per mille Fulmini, diceva quel tale. Qui non si tratta più di leggera pioggerella ma di vero Temporale.
Il C. R. da Firenze mi sbotta con un “Gott Mit Uns”  . Non per fare propaganda Nazista ma per ragione di nascita in quanto austriaco.
Altro Fulmine altro Tuono.
“'E qui il discorso - prosegue Filotei – “diventa difficile e noioso ma bisogna pur farlo: il prodotto Allevi  è simile a quello di alcuni gruppi di musica leggera che scimmiottano  grandi artisti del passato per intercettare la fetta di mercato  lasciata libera dalla loro morte.”
Gran Finale. Con Fulmine di quelli che cadendo a pochi metri da casa genera un Boato che ti lascia assordato ed inebetito ma felice di essere ancora Vivo.
“La musica di Allevi  non è classica contemporanea semplicemente perché non esprime il  mondo che la circonda, ma si limita ad assecondarlo”.
Temporale estivo. Se ne è già andato.
 Di sicuro ci ha rinfrescato l’animo. Poi ci ha lasciato a riflettere sulla immane Lotta tra il Creare degli Uomini e la Vacuità che li circonda.
Infine abbiamo anche trovato una “nuova Bibbia Musicale” per Stefano Pistolini: l’Osservatore Romano.

OK! Tutti fuori adesso chè il Langone offre Chinotto per tutti.

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