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L'ultimo sovietico in Afghanistan

Le guardie del corpo del capo talibano Jafuz el Kazim, l' uomo più crudele che lui avesse conosciuto, depravato e sudicio era difeso da uomini corazzati provenienti da tutti i paesi della vecchia Europa e dagli Stati Uniti d' America.

21 Luglio 2009 alle 11:00

Le guardie del corpo del capo talibano Jafuz el Kazim, l' uomo più crudele che lui avesse conosciuto, depravato e sudicio era difeso da uomini corazzati provenienti da tutti i paesi della vecchia Europa e dagli Stati Uniti d' America.
Dicevano che erano lì per combattere per la democrazia e contro il terrorismo talebano. Per combattere ed uccidere i loro vecchi alleati che avevano ucciso la sua Alina.
L' aveva conosciuta al suo arrivo trent' anni prima in Afghanistan con l 'esercito sovietico fatto da una massa di giovani entusiatsi e felici con le gloriose magliette e righe orizzontali che tanto sarebbero piaciute alla sua Alina.
L' aveva intravvista durante la parata. E non aveva più dimenticato i suoi occhi azzurri, profondi e limpidi come le acque dei fiumi del suo paese, l' Afghanistan. Aveva 16 anni e lui 20 e da quel momento non si erano più lasciati incantare e guardare se non dai loro occhi.
Si erano amati tanto intensamente da non accorgersi che c' era una guerra intorno a loro. Una guerra sporca fatta di tradimenti ed agguati gestiti da bambini e fanciulle. Ed una sera al ritorno non trovò più la sua amata. Qualcuno l' aveva rapita. Non se ne capacitò mai e quando il suo esercito si ritirò da quelle terre, sconfitto, lui rimase.
Si fece crescere la barba si vesti come un afgano e si diede alla macchia. Ed adesso era davanti a lei finalmente la rivedeva, invecchiata, ma sempre bella.
Anche lei si accorse di quegli occhi azzurri che la fissavano ed ebbe un mancamento che la fece vacillare.
Poi successe tutto improvvisamente.
Juri, così si chiamava, estrasse da sotto la tunica un vecchio kalashnikov, ma non riusci a sparare perchè le guardie del corpo erano pronte e lo crivellarono di colpi.
Si accasciò e le ultime cose  che sentì furono il grido disperato di Alina.

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