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MM

Il vagone sferraglia e col finestrino aperto sembra di essere nella galleria del vento che per parlarsi altro che megafono. Vedo la quotidianità, stesso percorso, stesse fermate, chi si appisola e chi legge un libro.

10 Giugno 2009 alle 14:03

Non prendo la MM da qualche tempo: pigrizia, meglio l’auto, snoberia, fate voi, comunque ci prendete.
Primo: sono cambiati i biglietti e c’è già chi alle mie spalle sbuffa perché non riesco ad obliterarlo (si dice ancora così?), poi giù dalla scala mobile che tanto mobile non è perché c’è chi ci corre ugualmente per scoprire che il treno che stava partendo era l’altro, ovviamente. Dopo i centro metri a ostacoli mobili, verifica del tempo di attesa del treno: un minuto! Come un minuto, ho fretta! Eccolo, arriva e chi è di Milano e prende la MM in certe stazioni lo sa, si scatena il tornado, altro che Texas; sì, non è uno spostamento d’aria, è un vero e proprio tornado. Il treno non fa neanche in tempo a fermarsi che  ognuno è già piazzato davanti alla sua porta preferita e guai a chi gliela tocca. Pronti, via! Permesso, borse, borsette, trolley, calca umana? No, pensavo peggio. Toh un posto libero, aspetto lo scatto alla Bolt di una vecchietta, niente! Mi siedo, borsa in mezzo alle gambe, attendo ed osservo. Un miscuglio di razze diverse (sudamericani in testa) e ceti sociali diversi: globalizzazione, ti ho trovato! Bastava scendere sottoterra, senza andare a qualche pallosa conferenza economica. Avvocati ed operai, giacche e cravatte,j eans e zeppe, gente che lavora. Zaini e 24 ore, ipod  e iphone e telefonini: telefonini?? Ma da quando riceve il cellulare in metro: che disgrazia. Il vagone sferraglia e col finestrino aperto sembra di essere nella galleria del vento che per parlarsi altro che megafono. Vedo la quotidianità, stesso percorso, stesse fermate, chi si appisola e chi legge un libro. Chi sale chi scende, come robot, senza guardarsi, il nulla nella marea umana, come fossimo soli con noi stessi, una brutta solitudine. Linea verde, gialla, rossa, multicolore. Ci si guarda, facendo finta di niente. Diffidenza, ecco la mia impressione. Sguardi, occhi che non sorridono, occhi che sembrano distanti, occhi che non parlano,si chiudono. Ecco la fermata, si scende, ma per dove?

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