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Un posto tranquillo

La domenica pomeriggio la dedico ai figli e all’invasione del mio orticello da parte dell’erba selvatica. Coccolo e gioco con i figli, combatto l’erba selvatica. Tranquillo porto a passeggio i più piccolini, in bicicletta o sul passeggino: cantiamo, scherziamo, ridiamo. Oggi li porto con me al cimitero a trovare i nonni; tre su quattro sono già lì, e i due bambini più piccoli non li hanno mai visti.

1 Giugno 2009 alle 10:17

La domenica pomeriggio la dedico ai figli e all’invasione del mio orticello da parte dell’erba selvatica. Coccolo e gioco con i figli, combatto l’erba selvatica. Tranquillo porto a passeggio i più piccolini, in bicicletta o sul passeggino: cantiamo, scherziamo, ridiamo. Oggi li porto con me al cimitero a trovare i nonni; tre su quattro sono già lì, e i due bambini più piccoli non li hanno mai visti. La tomba di mia madre e di mio padre è dopo quella dei bambini, c’è una fila più “stretta” delle altre: sono i bambini morti.
Sorpresa. Mentre sto arrivando due ragazze stanno piangendo, parlano tra di loro e al bambino nella tomba. Sono rumene.
Qualche settimana fa un bambino rumeno è nato e dopo pochi giorni è morto. Il cuore ha come un sobbalzo, non riesco a fermarmi, mi piacerebbe poter dire a quelle ragazze: “Donna non piangere”, tutto, anche questa misteriosa morte e questo lancinante dolore sono già salvati. Il desiderio del cuore non ha latitudine o longitudine, colore o razza. Il Mistero quando si presenta così zittisce. Le due ragazze piangevano. Io pure e con i miei due bimbi son scappato via. Nel silenzio del camposanto il singhiozzo delle donne invocava una misericordia e una compagnia più grande.

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