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E' da un anno e mezzo che ho brutti attacchi di epigastralgie. Mi sveglio la notte, con un dolore terribile appena sotto lo sterno, impossibilitato a muovermi, perché la schiena fa troppo male. Un peso sulla bocca dello stomaco, devo camminare, ma sto gobbo, perché non riesco stare eretto.

19 Maggio 2009 alle 10:58

E' da un anno e mezzo che ho brutti attacchi di epigastralgie. Mi sveglio la notte, con un dolore terribile appena sotto lo sterno, impossibilitato a muovermi, perché la schiena fa troppo male. Un peso sulla bocca dello stomaco, devo camminare, ma sto gobbo, perché non riesco stare eretto. E giro per casa, come un fantasma, in silenzio.

Le prime due volte sono dovuto anche andare al pronto soccorso. Il dolore dura tantissimo tempo, anche 6 ore (che a me appare tantissimo tempo): è persistente, ciclico e costante, e non ti fa pensare ad altro. Le prime volte avrei rinnegato tutto della vita, la vita stessa, forse, a causa  sua.

Mi viene da piangere, mi manda ai pazzi.

Eppure c'era stato un miglioramento in questi ultimi mesi. Dopo i primi tre ero andato dal medico, il quale mi ha fatto fare gli accertamenti. Mi han dato la terapia, quindi (con un metodo si dimentica tutto!) a base di omeprazolo. Tutto ok. Mi è passato, per un po'.

Poi, in questa ultima settimana, mi è successo altre tre volte. Tre volte sveglio, dall'una di notte alle sette, con un peso davanti al cuore. Non pensi a nulla. Pensi di essere un grumo di dolore e basta.

Ma, sai, sono anche contento per questa cosa. La prima volta pensavo di dover morire. Mi vien da ridere, a pensarci di nuovo, ma ero convito di aver un blocco intestinale! Mi vien da ridere perché, in realtà, a me faceva male lo stomaco, non l'intestino! Avevo letto da qualche parte che per blocco intestinale uno può anche morire, e allora ero spaventato: era pure il mio compleanno, colmo dei colmi!

Mi manchi ancora, comunque.

Per dirlo con il poeta (che sarebbe John Legend :-): "it gets harder every day".

Ti vedo ancora, dappertutto. Alle volte mi faccio un poí tenerezza. Un po' pietà, forse. E, mettendomi nei tuoi panni, un po' di paura e di ansia.

Tutte queste cose insieme.

Sentendo il dolore fisico che mi pervade ho paura; leggendo il giornale, normalmente, mi sento ombelicale (sempre centrato su me stesso), ma sempre come se mi stesse sfuggendo qualcosa. Hai presente quando uno fa una cosa, ma pensa, "Cavolo, c'era una cosa che dovevo, DOVEVO, fare. Ma cos'è?"

Il lavoro va. La gastrite mi viene da quello, son convinto. Avrei bisogno di un po' di pausa, di un rifugio sicuro. Ma va. E, visto fuori, addirittura benissimo. Una progressione, anche non so se continua, c'è.  Mi ci sono anche fatto il callo, a questo lavoro, mi ci sono abituato. Quasi mi piace (ho detto quasi, eh!).

Non so cosa dirti. Non è niente, questa lettera, è un vuoto pneumatico, e non te la spedirò nemmeno. La scrivo per sentirmi meglio, anche se dubito che mi ci si sentirò, meglio.

Stefano, uno del corso di massofisioterapia (eh, si, anche questo, ora, in questa mia assurda specie di vita!) mi racconta che a breve andrà a rivedere una sua ex che ha nel cuore, perché la pensa ancora (da due anni lasciati). Mi ha fatto venire in mente te. Tutte le loro parole, mi fan venire in mente te.

Deve essere deformazione personale.

E, confesso, ho anche dei comportamenti da stalker. Controllo su Internet se ci sei. Guardo se si su Facebook, anche 4 volte al giorno, quando non ho niente da fare (ma, a onor del vero, oggi non l'ho ancora fatto, solo su Google ti ho cercata). 

Vedo le tute foto, e mi manchi ancora di più. Mi manchi ancora di più.

Ti lascio, ora. Perché passerà, come mi hai detto tu. Prima o poi. Sono solo un po' lento, da quel punto di vista, dal punto di vista emotivo. Ma ho fede. Ho fiducia in quello che mi dici. L'ho semprea avuta, ed è per questo che ci sono rimasto tanto sotto (come diciamo noi giovani). Ma non ricordo ancora con rabbia.

Ho sonno, ora . Devo andare al corso, pomeriggio. Ma ho sonno. Non so come levarti dalla mente. Non amo da allora. Forse sarà quello, ma non mi interessa, nè mi manca, adesso.

Mi sto buttando via, tutto qua.

TI mando un bacio, ma solo perché si dice cosÏ.
Vorrei solo non doverti scrivere mai più.
Ciao,


It gets harder everyday but I canít seem to shake the pain
I am tryn to  find the word to say please stay
Itís written all over my face
I canít function the same when youíre not here
Calling your name when no ones there
And I hope one day youíll see

(Chorus)
No body has it easy
I still canít believe you
Found somebody new
But I wish you the best
I guess
ëCause everybody knows that
Nobody really knows how to make it work
Or how to ease the hurt
Weíve heard it all before and
Everybody knows just how to make it right
I wish we gave it one more try
One more try, try (one more try)
One more try, try (one more try)
ëcause everybody knows
But no body really knows

Oh ooh yeah

I donít care what the people say
If Iíll be lonely anyway
Baby donít fill up your head with he said she said
It seems like you just donít know (donít know)
The radio goes youíre tuning me up
Am trying to speak youíre turning me down
And I know one day youíll see

(Chorus)

I wish that you would understand
Iím just an ordinary man
I wish that we had known
Everybody knows that nobody really knows
And I know one day youíll see
Nobody has it easy

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