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Un euro per un libro

Ogni domenica mi fermo per prendere il caffè in bar vicino alla chiesa. Entro, saluto il barista. Sa già cosa prendo: “il solito ristretto”? “Si grazie”. Qualche convenevole poi mi accomodo nel piccolo portico, estate o inverno, sempre. La sigaretta dopo il caffè è un piacere della vita. Quasi sempre un uomo, sui 35 anni, si ferma e chiede una moneta.

27 Aprile 2009 alle 20:36

Ogni domenica mi fermo per prendere il caffè in bar vicino alla chiesa. Entro, saluto il barista. Sa già cosa prendo: “il solito ristretto”? “Si grazie”. Qualche convenevole poi mi accomodo nel piccolo portico, estate o inverno, sempre. La sigaretta dopo il caffè è un piacere della vita. Quasi sempre un uomo, sui 35 anni, si ferma e chiede una moneta. Un euro “per un libro”. Lo vedo arrivare a passo svelto, guarda dritto davanti a sé, raramente gira lo sguardo. Ha la mente “semplice”, non cerca dialogo. Prende la moneta, ringrazia, e prosegue la sua strada. Mi mette sottilmente a disagio. Io “normale” lui immerso in un mondo che non comprendo. Più giovane mi sarei trovato a disagio, immerso a chiedermi come mai io così e lui no. Oppure a sofisticare se la teoria dello “sciocco del villaggio” ha un senso. Oggi non rifletto, non c’è risposta. Quando lo incontro tento di trattenerlo, parlare un poco, ma è diffidente, mi guarda con sospetto corruga le sopracciglia e si ritrae Ho tentato di trattenerlo, parlare un poco, ma è diffidente, mi guarda con sospetto corruga le sopracciglia e si ritrae. A bruciapelo l’altra domenica gli ho chiesto: “Il libro lo ha comperato?”. Per la prima volta ha sorriso e con fare circospetto mi ha detto: “Ancora no, perché ho bevuto molti caffè”. Poi accorgendosi dell’ “errore” ha aggiunto: “Ho bisogno del caffè così resto sveglio per leggere, quando prenderò il libro”. Lo aspetto sempre ogni domenica, e prego per lui.

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