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"I come from Florence"

Lavoro all'estero da anni e tutte le volte che tornavo mi prendeva un magone. Ora mi viene anche da sorridere. Un mio amico francese dice che Firenze fa schifo. Io credo che esageri.

15 Aprile 2009 alle 12:00

Lavoro all'estero da anni e tutte le volte che tornavo mi prendeva un magone. Ora mi viene anche da sorridere.
Un mio amico francese dice che Firenze fa schifo. Io credo che esageri.

Firenze è epistemologicamente antidiluviana. Basta un piccolo problema al Ponte all'Indiano e la città salta: km e km di coda; amici il 7 aprile ci hanno messo due ore per fare 10 km.
Cosa sia una rete proprio i maghi del Comune non lo sanno.
Le zanzare d'estate sono la norma e se telefonate in Comune vi dicono che è colpa vostra (tenete bacinelle d'acqua): avendo lavorato in Brasile vi posso garantire che nelle città brasiliane si sta meglio. Il fondo stradale è anch'esso peggiore, in qualsiasi direzione si vada. Un bel cartello sui Viali avverte che ci si trova in una città patrimonio dellíumanità: peccato che divisori di plastica ai suoi piedi separino il traffico per decine di km, ovviamente in un traffico infernale (l'anello di scorrimento è ancora quello creato 150 anni fa per Firenze capitale).

La zuppa mangiata da gruppi di peruviani nei giardini di S. Maria Novella, le feci lungo le scale interne che portano all'atrio della Stazione, gli happening con fuochi-barbecue alle Cascine, le auto perennemente in doppia fila e che svoltano pericolosamente dove è proibito (Statuto-5 giornate ad es.), i bus che non rispettano nessun orario affisso, orde di questuanti che insistono anche dopo il primo gentile e risoluto NO, un sistema sanitario interessante per il teatro dell'assurdo (ma qui c'entra di più la Regione).
Il bello è però che il tutto è condito dalle solite chiacchiere ideologiche: ecco le magnifiche sorti e progressive!
Ciò che ho descritto è solo ciò che si vede giornalmente; perché poi ci sarebbe da parlare dell'impegno diretto dei nostri dirigenti (da sempre di sinistra). Lasciamo perdere Beppino Englaro o le diatribe su Oriana Fallaci o ancora l'aver creato Piazza Martiri delle Foibe nell'unico luogo in cui non ci sono numeri (veramente furbi) perché c'è solo un parcheggio.

Vorrei ricordare tre episodi del passato che la dicono lunga e che si riferiscono, mi pare, agli anni 70 (la memoria purtroppo non è scienza ottocentesca, cioè infallibile):

1) Per risanare le casse cittadine fu proposto di mettere la pubblicità sui bus; risposta: impossibile, perché si favorisce il capitalismo (sic!);

2) Lo Sheraton chiese di installarsi in città; risposta: no alle multinazionali in centro e così ancora oggi abbiamo lo Sheraton al casello di Firenze sud.

3) Il genio dell'urbanistica, Winkler, fu chiamato per trovare una soluzione al traffico, ma non se ne fece nulla; così come non si è fatto nulla per quasi 40 anni fino a sconvolgere oggi la città con la tramvia (di cui si parlava già allora).
In conclusione Firenze è una città complessa gestita come un Castrum romano: una rete che si cerca di trasformare in una semplice linea. Poiché altre città toscane non sono gestite in questo modo penso che non si tratti di una tara ereditaria etrusca, ma di semplice incompetenza. Forse chi gestisce la città si è laureato all'epoca del 18 politico.
Ma Firenze rimane, nell'immaginario, bellissima e così io quando incontro nei miei giri per il mondo qualcuno posso dirgli con orgoglio: "I come from Florence".

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