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Londra sotto la neve

Per le strade poche macchine; sui marciapiedi, i pedoni camminano a file indiane sui tracciati che hanno formato, passo dopo passo, dalle prime ore del mattino. “Da che ora lavori?” chiedo all’indiano incappucciato nel chiosco di un Newsagent.

1 Aprile 2009 alle 07:34

2 febbraio 2009

Per le strade poche macchine; sui marciapiedi, i pedoni camminano a file indiane sui tracciati che hanno formato, passo dopo passo, dalle prime ore del mattino. “Da che ora lavori?” chiedo all’indiano incappucciato nel chiosco di un Newsagent. “Dalle sette”- risponde dondolando un po’ la testa. “Come hai fatto?”. La mia espressione lo fa ridere: “Con la metro!”

“Apriamo appena possibile” si legge più avanti sui vetri di una filiale della Barclays. Attraverso la vetrina dell’agenzia immobiliare di fianco, due impiegati sbattono le scarpe innevate sulla moquette con un atteggiamento rassegnato, divertito. “We do recommend that people travel ONLY if it is STRICTLY NECESSARY” consigliano alla radio. Per quanto ne dica l’indiano, con gli autobus fermi in tutta la città, la maggior parte delle linee della metro interrotte, solo un aereoporto su quattro aperto, raggiungere il posto di lavoro è per molti impossibile, per altri una sfida che sarebbe saggio non accettare. Ci sono più di venti centimetri di neve a terra, le scuole sono chiuse, la città è in stallo, ma per Boris Johnson, intervistato dalla BBC sullo sfondo della Tower of London, considerando le condizioni che non si ripetevano da un paio di decenni, la città reagisce bene.

Ci si chiede se il sindaco, sorprendentemente positivo, di spalle all’atipica immagine della sua città coperta di bianco, non volesse dire tra le righe: “Godetevi un giorno di vacanza gratis, cari contribuenti! Approfittatene per camminare per una volta soli per strade in cui normalmente si avanza a spintoni, a riscoprire tutta la gamma di rumori oppressi dai motori. E deviate dalle strade principali, entrando nelle piazze a case basse a schiera con i cancelli neri sposati alla neve…"

Almeno c'è qualcuno a Londra che accetta la vera grande sfida: riscoprire il senso di una lentezza spensierata, un’esperienza tanto indimenticabile, quanto lo spettacolo – che non si ripeteva da più di 40 anni – della neve a terra.

 

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