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Theodore Roosevelt e non solo. Come nasce la dolce umanizzazione dell’orsacchiotto

La mitizzazione attinge ad archetipi ancestrali e fiabe ma anche ad alcune formidabili storie politiche. Una ricognizione

31 Luglio 2020 alle 11:35

Theodore Roosevelt e non solo. Come nasce la dolce umanizzazione dell’orsacchiotto

(foto Unsplash)

"Orso e Santa Chiesa!”, era il grido di guerra degli Orsini: famiglia nobiliare romana che diceva di discendere da un guerriero che era stato allattato da un’orsa. Un orso che aveva rapito e sposato una giovane donna sarebbe stato il trisavolo del re danese Svend II Estrdsön. E lo stesso nome di Artù potrebbe derivare da una radice che significa Orso. Ma sicuramente significa Orso il nome del Beowulf del primo poema anglo-sassone: letteralmente “Lupo delle Api”. Una di quelle...

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Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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