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Conflitto di devozioni

Il buon samaritano e lo stato. In margine all’inchiesta sulla Caritas di Bergamo

20 Giugno 2020 alle 06:00

Conflitto di devozioni

Una volontaria della Caritas impegnata durante il lockdown (foto LaPresse)

Le intercettazioni telefoniche a carico di don Claudio Visconti, per un ventennio direttore della Caritas di Bergamo, sembrano confermare le ipotesi dell’accusa, che lo ha incriminato per una serie impressionante di reati: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, alla turbativa d’asta, allo sfruttamento del lavoro e all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Visconti ha autorizzato il gonfiamento di rendiconti di spesa relativi all’accoglienza di una parte dei circa 2.700 migranti richiedenti asilo presenti nella bergamasca in quel periodo, cioè nel 2018. Sul piano giuridico il quadro accusatorio sembra abbastanza solido e si vedrà se regge nel dibattimento. Quello che invece suscita un interrogativo è il profilo etico della vicenda. Dalle stesse intercettazioni emerge che si cercava di massimizzare gli introiti anche con trucchi contabili allo scopo di disporre dei fondi necessari per assistere migranti abbandonati a sé stessi. Questo naturalmente non ha peso dal punto di vista giudiziario, ma pone un problema non solo di coscienza. Scegliere di privilegiare “gli ultimi” indipendentemente o addirittura in contrasto con le norme dello stato, correndo i rischi personali conseguenti, non è un comportamento che può essere trattato solo con la freddezza dei codici. Giovedì scorso Avvenire ha pubblicato un estratto di un testo assai interessante di Joseph Lobo pubblicato da Civiltà Cattolica, in cui si sostiene che “la priorità è il bisognoso, non la nazione o il mio popolo”: si critica “l’uso della religione per fini di consenso personale e per rafforzare la devozione allo stato”, e qui nasce il problema etico irrisolto. Devozione allo stato vuol dire anche ottemperanza alle sue leggi? Quando queste contrastano con la priorità del “bisognoso” come ci si deve comportare? Naturalmente in una concezione laica è nella società che bisogna trovare le risorse per soccorrere il bisognoso, ma quando questo non avviene o non avviene abbastanza perché i provvedimenti dello stato sono insufficienti, chi si ispira alla parabola del buon samaritano, che non parla solo ai credenti, si pone interrogativi di non facile soluzione.

Redazione

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