L'allarmismo è una carnevalata

Redazione

Il turismo sale e Venezia soffre. Poi scende e soffre uguale. Darsi una calmata

Di molte cose si riconosce l’importanza solo quando iniziano a mancare. L’epidemia di coronavirus sta sicuramente insegnando ai cittadini quanto sia preziosa la libertà di movimento e tante altre piccole, ma importantissime, abitudini quotidiane che davamo per scontate. Qualcosa di analogo accade in economia, campo in cui per alcune attività si evidenziano solo gli svantaggi sorvolando completamente sulle ricadute positive. Ma quando iniziano a mancare, ecco che ci si rende conto della loro importanza.

 

In questi giorni il caso più emblematico è quello di Venezia, una città unica al mondo che attrae milioni di visitatori dai quattro angoli della terra e che ha ormai nel turismo la sua principale attività economica. Negli ultimi anni per la città la ricezione e tutte le attività connesse sono state trattate esclusivamente come un problema: milioni di visitatori, turismo insostenibile, città invivibile, affitti troppo alti, spopolamento della città, grandi navi, impatto devastante sull’ambiente e sull’ecosistema lagunare. “Venezia sta morendo di turismo”, si è sempre detto. Ma ecco che arriva il coronavirus, con tutte le (si spera) necessarie misure di emergenza e contenimento, e il turismo crolla. Carnevale di Venezia annullato, città semideserta, pioggia di disdette: “E’ difficile in queste ore avere un quadro preciso ma si stima che al momento le disdette superino il 40 per cento. E il dato va crescendo”, dice il capo dell’associazione degli albergatori. Con il Carnevale la città avrebbe dovuto recuperare il calo di visite causato dall’acqua alta, ma il coronavirus ha peggiorato la situazione. E’ crisi. Dai primi dati esaminati da Confindustria l’impatto negativo sull’economia cittadina è stato previsto in 22 milioni di minori entrate. Troppi turisti creano problemi a Venezia, ma troppo pochi ne creano ancora di più. Non c’era certo bisogno del coronavirus per rendersene conto, ma ora la cosa è più evidente a tutti.

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