Ilva, il tribunale di Taranto: nessuna proroga per l'altoforno 2

Tutto quello che è successo in Italia e nel mondo senza fronzoli e divagazioni

DALL'ITALIA 

 

Il tribunale di Taranto rigetta la proroga su Afo2 di Ilva. Lo spegnimento dell’altoforno 2 è previsto per il 13 dicembre. I commissari di Ilva, con parere favorevole della procura, avevano chiesto una proroga della facoltà d’uso dell’Afo2, ma il giudice l’ha rigettata. 


 

Gdf sulle tracce dei 49 milioni della Lega. La Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni nell’ambito dell’indagine della procura di Genova sul presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni dei fondi del partito. L’assessore all’Autonomia e alla Cultura della Lombardia, Stefano Bruno Galli, è indagato per riciclaggio.


 

Seicento sindaci a Milano per la Segre. I primi cittadini hanno partecipato alla manifestazione “L’odio non ha futuro”.


 

Le sardine chiariscono su CasaPound. I fondatori del movimento smentiscono l’apparente apertura di un organizzatore romano: “Siamo antifascisti”. 


 

Borsa di Milano. Ftse-Mib +0,72 per cento. Differenziale Btp-Bund a 163 punti. L’euro chiude stabile a 1,10 sul dollaro. 

 

DAL MONDO 

 

L’abuso di potere e l’ostruzionismo al congresso di Trump. Sono questi i capi di accusa che la commissione Giustizia della Camera americana, a guida democratica, ha formalizzato nei confronti del presidente, Donald Trump, dopo due mesi di indagine per l’impeachment. La prima accusa si riferisce alle pressioni sul presidente ucraino Zelensky perché aprisse un’indagine sull’ex vicepresidente Joe Biden; la seconda riguarda i tentativi di ostacolare le indagini del processo per impeachment a suo carico. Il voto alla Camera è previsto prima di Natale.

Per Trump si tratta di “follia”, l’accusa di abuso di potere è “ridicola” e lui non ha fatto “nulla di sbagliato”, anzi guida “la più forte economia della storia nazionale”. 


 

Aung San Suu Kyi è arrivata all’Aia. Il ministro del Myanmar difende il paese dall’accusa di genocidio contro i Rohingya.


 

“Crudele e assetato di sangue”. Così il presidente russo Putin ha definito il ceceno ucciso a Berlino. Secondo la Germania, l’omicidio è stato compiuto da operativi russi.

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