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Il gigante e le cattive parole

Il femminicidio di Piacenza e l’ipocrisia di chi si aggrappa a un titolo che poteva essere meglio, ma che ipocrita non è

9 Settembre 2019 alle 19:09

Il gigante e le cattive parole

Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani

Massimo Sebastiani, operaio e contadino di 45 anni, ha strangolato in un pollaio a Campogrande di Carpaneto, Piacenza, Elisa Pomarelli, di 28 anni, di cui era innamorato e senza infingimenti non corrisposto. Ha occultato il corpo e si è dato alla macchia. Arrestato, reo confesso. Un femminicidio. Della fattispecie senza indizi premonitori: non era un “uomo che odia le donne”. Anche se ne ha uccisa una.   E’ nata una polemica più strumentale che inutile, scaturita da un titolo del...

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Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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Commenti all'articolo

  • gpf.fantoni

    10 Settembre 2019 - 10:10

    Non sono molto d'accordo. Un assassino diventa assassino DOPO aver ucciso la sua vittima, non prima. Prima sono quasi sempre tutti dei "cittadini modelli" secondo amici e vicini. Un gigante buono è tale se non uccide qualcuno, altrimenti diventa un gigante assassino. E una volta diventato assassino rimane tale, trovare attenuanti rispetto alla sua condotta passata ha poco senso, se non nel tentare goffamente di colpevolizzare la vittima. Dire che "forse ha sbagliato" equivale ha sottintendere che se la sia cercata. Mi chiedo allora: visto che non ammettiamo la pena di morte neanche per gli assassini, quale sbaglio deve commettere una donna per rendere giustificabile anche solo lontanamente il suo assassino? Perché è di questo che si parla: tutti o quasi i giornali, ad ogni femminicidio, cercano in qualche modo di giustificare l'assassinio cercando la cause in comportamenti poco opportuni della vittima. Anche no, è ora di finirla.

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