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E' a 800 metri da Lampedusa, ma ora Open Arms potrebbe andare a Minorca

Il governo spagnolo offre alla ong catalana un porto sicuro. Intanto nessun ricorso è stato finora depositato contro la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il divieto di sbarco in Italia

19 Agosto 2019 alle 11:20

Open Arms rifiuta di andare a Maiorca. "Decisione incomprensibile"

La nave Open Arms attracca nel porto di Algeciras a dicembre del 2018 (foto LaPresse)

Dopo 18 giorni in mare, ieri la Spagna ha offerto alla Open Arms un porto sicuro dove far sbarcare i 107 migranti ospitati sull'imbarcazione della ong catalana. È stato il premier Sánchez a sbloccare l'impasse con un tweet in cui ha invitato Open Arms a fare rotta su Algeciras, in Andalusia – poi su Mahón, a Minorca, dato che il primo porto è ritenuto troppo lontano dalla ong. Offerta rigettata da Open Arms, che ritiene insostenibile sottoporre i migranti ad un'altra traversata nelle condizioni attuali. "Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli stati europei stanno chiedendo a una piccola ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni meteorologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari e volontarie molto provati”, ha commentato stamattina il presidente di Open Arms, Riccardo Gatti. 

  

 

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli ieri in serata aveva annunciato che la Guardia costiera italiana è disponibile ad accompagnare la nave verso il porto spagnolo. Opzione questa che potrebbe trovare il favore di Open Arms, se i migranti fossero spostati su una nave agevole e "adatta per raggiungere il porto spagnolo in breve tempo”. Con diversi tweet, post e video su Facebook, il vicepremier Matteo Salvini ha commentato più volte la decisione della ong di rifiutare l'offerta della Spagna. Per Salvini il comportamento di Open Arms è “inaccettabile”. Il ministro dell'Interno è stato critico anche sulla decisione – fortemente voluta dal premier Giuseppe Conte – di far sbarcare 27 migranti in quanto minori non accompagnati. Otto di loro, una volta a terra, hanno dichiarato di essere maggiorenni.

 

 

Prosegue anche la polemica sulle condizioni sanitarie dei migranti. Il vicepremier accusa l'ong di inventare “emergenze sanitarie immaginarie”, dato che dall'ispezione sulla nave, disposta dalla procura di Agrigento, non sono emerse particolari criticità igenico-sanitarie. Il medico del poliambulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio, ha dichiarato all'Adnkronos che “al momento non mi risulta ci sia una emergenza sanitaria sulla nave”. Per quanto riguarda i 13 migranti fatti evacuare dalla nave per motivi sanitari – di cui solo uno si è poi rivelato affetto da una qualche patologia (otite) – ha spiegato: "La Guardia costiera ci aveva chiesto di andare a bordo per eseguire le visite, ma non abbiamo potuto farlo, noi abbiamo il compito di visitare migranti che vengono accompagnati al molo o direttamente al Poliambulatorio. Di più non possiamo fare”.

 

Nessun ricorso al Consiglio di stato 

La vicenda giudiziaria – quella legata all'applicazione del decreto sicurezza bis che per due settimane ha impedito a Open Arms di avvicinarsi al porto di Lampedusa – nelle prossime ore potrebbe portare ad alcune novità. Con una certa sorpresa, stamattina alcune fonti del Consiglio di stato hanno fatto sapere stamattina che, malgrado gli annunci della settimana scorsa il Viminale non ha ancora impugnato la decisione del Tar del Lazio sul divieto di ingresso nelle acque territoriali.

  

Intanto la situazione a bordo è sempre più tesa. I migranti sono in preda a rabbia e disperazione, con i volontari che sono intervenuti per riportare la calma. Ieri, cinque naufraghi si sono gettati in mare con la speranza di raggiungere a nuoto Lampedusa e alcuni membri dell'equipaggio si sono tuffati e hanno riportato i migranti sull'imbarcazione.

 

Samuele Maccolini

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