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La libertà al Fatto spiegata con Radio radicale

Il giornalista Calapà ha ricevuto un invito a condurre la rassegna “Stampa e regime”. Il direttore del Fatto però non gli ha dato l’autorizzazione, la stessa che aveva concesso a Meletti. Motivo? I finanziamenti pubblici

29 Giugno 2019 alle 11:04

La libertà al Fatto spiegata con Radio radicale

Foto LaPresse

Il cdr del Fatto quotidiano ha un altro problema con il suo direttore Marco Travaglio, dopo quelli raccontati dal Foglio nelle settimane scorse. Mercoledì 26 giugno c’è stata una nuova assemblea di redazione, al termine della quale Alessandro Mantovani e Giorgio Meletti - membri del cdr - hanno raccontato un episodio riguardante il loro collega Giampiero Calapà.

 

Il giornalista Calapà, che è al Fatto fin dalla sua fondazione e in questi anni ha avuto un’opinione critica nei confronti della linea editoriale di Travaglio, ha ricevuto un invito a condurre la rassegna “Stampa e regime” in onda su Radio Radicale. Il direttore del Fatto però non gli ha dato l’autorizzazione, che invece aveva concesso in precedenza allo stesso Meletti. La linea del quotidiano, ha spiegato Travaglio, è contraria al finanziamento pubblico a testate private. Dunque il direttore è contrario a concedere una seconda presenza di giornalisti del Fatto in un’iniziativa che, secondo lui, legittimamente, fa parte di una campagna per mantenere i finanziamenti pubblici. Meletti sì, Calapà no.

 

La storia probabilmente finirà qui anche perché i giornalisti del Fatto, giornale libero per antonomasia (e autodefinizione), sanno che cosa rischiano quando le storie che riguardano il Fatto, non gradite al direttore del Fatto, finiscono fuori dal perimetro del Fatto.

 

Un mese fa, per dire, il 24 maggio, dopo la pubblicazione di un articolo del Foglio su alcune tensioni interne al giornale fondato da Antonio Padellaro, l’attuale direttore, a quanto pare, ha appeso in redazione, quindi visibile a chiunque, un garbato editto bulgaro rivolto “all’anonimo ‘collega’ che ha passato notizie (peraltro false) al Foglio”: “Egregio, anonimo verme che strisci lungo i muri – scrive Travaglio nel tazebao appeso al muro – non hai neppure il coraggio di dirmi le cose in faccia… insuffli notizie all’orecchio di un altrettanto anonimo redattore di un giornale di servi (il Foglio, ndr) per screditare il giornale più libero d’Italia (il Fatto, ndr). Accetta un consiglio: la prossima volta che vuoi danneggiare il tuo libero giornale e il tuo libero direttore, scegli almeno una testata che sia letta da qualcuno. Così, magari, in cambio ci scappa pure un’assunzione”. A seguire i numeri di telefono del Corriere della Sera, di Repubblica, della Stampa e del Messaggero. “Così almeno le tue porcherie le leggerà qualcuno”. Tuo, Marco Travaglio. 

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Commenti all'articolo

  • portaticinese

    29 Giugno 2019 - 15:03

    Un fascista fatto e finito. Ci stupiamo?

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